L’orrenda fine della bella Rosetta

La giovane prostituta Elvira Andressi, per tutti la «bella Rosetta», aspettava i suoi clienti in piazza Vetra vicino alla colonnetta, la statua di San Lorenzo. Nota in tutta Porta Ticinese, non aveva un protettore, antesignana dell'indipendenza femminile. Una notte (il 24 o forse il 26 agosto) del 1914 la sventurata, non ancora ventenne, venne avvicinata da un individuo: non un cliente qualsiasi ma un agente della questura. Respinto, l'agente impugnò il fucile e con un calcio la colpì in pieno petto. Poi, spaventato, chiamò la lettiga e Rosetta venne portata in ospedale, ma ormai non c'era nulla da fare. Morì per emorragia interna. I funerali vennero celebrati due giorni dopo in San Lorenzo. La malavita milanese era presente in massa: ligera e prostitute erano lì, vestite a lutto, per l'ultimo saluto.