L’orto altrui è sempre più verde

Sterminato è lo spazio occupato dal cane nella letteratura mondiale del ’900. Limitandosi alle patrie lettere Andrea Giardina ha raccolto materia abbondante per distillare un saggio che appassionerà cinofili e bibliofili, Le parole del cane. L’immagine del cane nella letteratura italiana del Novecento (Le Lettere, pagg. 269, euro 24). Usando le parole dei grandi autori italiani si evidenzia come il cane, animale quasi umano, dall’uomo ha assorbito le contraddittorie duplicità. Argo o Cerbero, amico o minaccia. Ora, con Manganelli, «il sintomo della nostra nevrosi», con Giovanni Giudici «l’unico che mi abbia capito bene», con Malaparte «spirito libero», con Calvino o Rigoni Stern compagno di caccia. Comunque, un assoluto protagonista.