L’ospedale diventa tecnologico con i chip di Intel

A Niguarda braccialetti con tutti i dati dei pazienti

Massimo Carboni

da Milano

Forse molti si saranno chiesti, tra il fiorire di lettori MP3 e televisori ultra piatti, se davvero la tecnologia può migliorare la qualità della nostra vita, oppure se è destinata a rimanere confinata nell’alveo, seppure importante, dell’intrattenimento. In realtà la risposta può essere positiva e prende spunto da un esperimento avviato in ambito ospedaliero, volto a semplificare il rapporto paziente-dottore e a rendere più semplice e chiara la fruizione dei dati medici. Precursori di questo progetto sono l'ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano e Intel, il maggior costruttore di chip e uno dei maggiori fornitori di prodotti per il mercato personal computing, networking e communication.
La sperimentazione, effettuata in corso d’opera, prevede un immagazzinamento elettronico dei dati sensibili relativi al paziente su braccialetti elettronici da applicare al polso. I dati di ogni paziente (anagrafica, cartella clinica, percorsi di cura e eventuali variazioni, e altro ancora) vengano registrati nell’archivio centrale. Il giorno prima dell’intervento, il chirurgo o l’anestesista riportano dalla documentazione sanitaria i dati clinici individuati e condivisi, il tipo di intervento chirurgico e il lato su cui intervenire, su specifiche etichette identificative («tag») applicate poi alla cartella clinica e al bracciale. Semplicemente avvicinando il proprio palmare alle tag, il personale medico e infermieristico è in grado di verificare tutte le informazioni e integrarle con eventuali modifiche e osservazioni, e garantire così maggiore tutela del paziente.
Il progetto è partito sotto forma di sperimentazione nel reparto di oculistica di Niguarda con oltre 50 pazienti volontari, e si basa sull’utilizzo di tecnologie RFID (Radio Frequency Identification) con la collaborazione di Autentica, Società specializzata in soluzioni RFID in ambito sanitario. La scelta di Niguarda è tutt’altro che casuale, infatti, con oltre 55mila pazienti ricoverati ogni anno, 11 dipartimenti, specialità mediche e chirurgiche, oltre 4.200 dipendenti (di cui 700 medici e 1.600 infermieri), rappresenta una realtà ospedaliera complessa ed estesa, in grado di testare in modo serio l'efficacia di un sistema di gestione dei dati di questo tipo che si pone come obiettivo primario quello di ottimizzare l’accesso ai dati sensibili del paziente che risultano immediatamente fruibili da parte di qualsiasi medico e, nel contempo, di ridurre quei fattori istituzionali, organizzativi, gestionali e di lavoro individuale che possono influenzare la maggiore incidenza di errori in medicina. Dall’analisi del rischio si è rilevato, infatti, che il percorso assistenziale in chirurgia contiene delle insufficienze latenti e potenzialmente pericolose, risulta quindi evidente il vantaggio derivante dalla possibilità di identificare il paziente in modo certo e univoco e con la sicurezza di sottoporlo al giusto intervento programmato. La necessaria mobilità del personale medico e infermieristico è assicurata da un sistema avanzato di Wireless Mobility, specificamente progettato per la sanità. Gli operatori potranno accedere alla rete aziendale anche dal letto del paziente mediante palmari forniti dalla Società Dangaard Telecom con tecnologia Intel Xscal, e tablet-PC equipaggiati con Intel Centrino. Superata la fase di sperimentazione a campione, è prevista l’applicazione del braccialetto a tutto il reparto di oculistica e poi, progressivamente, a tutti gli altri reparti.