L’ospedale fantasma di Pizzo iniziato nel ’58 e mai ultimato

Viaggio nella struttura calabrese, tra scatoloni pieni di medicinali scaduti e migliaia di prescrizioni mediche. Uno scandalo da 35 milioni

da Milano

C’è un ospedale fantasma in Calabria, costruito nel 1958 e mai definitivamente completato. Non troppo fantasma, però, visto che in 48 anni ha ricevuto una pioggia di finanziamenti pubblici. Tanto da provocare un danno erariale da 35 milioni. Il servizio sull’ospedale di Pizzo Calabro, in Calabria, che andrà stasera a Tempi Moderni, il settimanale di Giorgio Mulè condotto da Irene Pivetti in onda su Retequattro alle 23, scoperchia l’ennesimo pentolone bollente sulla sanità calabrese. La giornalista Ilaria Cavo è riuscita a entrare negli scantinati dell’ospedale, dove ha scoperto una quantità enorme di materiale sanitario abbandonato negli scantinati. Migliaia di cartelle cliniche, scatoloni pieni di flebo, gel per le ecografie, addirittura il liquido per la dialisi peritoneale. Materiale costosissimo e scaduto da anni.
Il settimanale di Retequattro ha anche scoperto otto super mammografi acquistati dalla Regione Calabria ma mai utilizzati, eccetto uno. Un numero altissimo, se si pensa che i macchinari avrebbero potuto servire l’intera popolazione italiana. Lo scandalo sollevato dall’inchiesta di Tempi moderni ha già costretto l’amministrazione locale a predisporre subito un intervento di pulizia e restauro. Per l’ospedale della cittadina in provincia di Vibo Valentia sono disponibili oltre 500mila euro dal 1996. Soldi mai utilizzati, che potrebbero essere spesi per convertire l’ospedale in una struttura per curare i bambini.
L’inchiesta della Guardia di finanza, partita già da qualche anno, ha portato a una decina di avvisi di garanzia e al coinvolgimento di altre 24 persone. Ma lo scandalo sulla malasanità calabrese non si ferma all’Ospedale di Pizzo. Dalle indagini delle Fiamme gialle è emerso come il rimborso del Servizio sanitario nazionale alle prestazioni fornite dalle cliniche private calabresi fosse superiore anche di sette volte rispetto al resto d’Italia. Uno spreco di denaro pubblico, che ha portato a una crescita della spesa sanitaria della Calabria, secondo Tempi moderni, di 62 milioni di euro in quattro anni. Durante la trasmissione si è anche scoperto che il Servizio Sanitario ha pagato e paga i medici di base come se fossero ancora vivi o residenti per oltre 140mila tra malati, morti o cittadini trasferiti in altre regioni.