L’ospedale rifatto che rischia la rottamazione

(...). Il vecchio ospedale Martinez viene dismesso nel giugno-luglio del 1992 e rimane aperto come presidio fino al 1996, anno della chiusura definitiva. Poi nel 2003 ne viene ristrutturata una parte che funziona tuttora come ambulatorio. È la giunta Biasotti a beneficiare di un finanziamento del governo, una prima tranche di 1,5 milioni di euro che viene usata per risistemare le attività ambulatoriali, e una seconda di 3,8 milioni che, dopo un iter tortuoso, viene dirottata per la realizzazione della nuova piastra ambulatoriale, appunto. «I 3,8 milioni di euro erano stati concessi a progetti che avevano determinati requisiti, ovvero un incremento qualitativo e tecnologico della struttura - spiegano dalla segreteria di Aldo Siri -. Ora a questa somma, però si è aggiunto un altro milione e mezzo. La domanda che ci facciamo è: ci sarà davvero un incremento qualitativo nella nuova struttura oppure si tratterà solo di un trasferimento di servizi che già ci sono? E se così fosse, che senso ha buttare via un milione e mezzo di euro, per fare ex novo una struttura con gli stessi servizi?».
Ed ecco riaffiorare il dubbio che in realtà dietro a questa operazione ci possa essere tutt’altra finalità. Che si tratti in sostanza di un modo per alienare il Martinez, venderlo per poi trasformarlo in hotel o in un autosilo.
«È dato per scontato che se dovesse essere fatta la nuova piastra, la vecchia struttura non avrebbe più senso e verrebbe usata per altro. Ma questo sarebbe in contrasto con la volontà del donatore», incalza Siri. Non solo, davanti al vecchio nosocomio, sono stati depositati materiali pericolosi e quindi, prima di qualsiasi eventuale nuova costruzione, andrebbe fatto un intervento per bonificare il terreno.
«Voglio vedere se riescono a convincermi dell’utilità di questa operazione e se davvero vale tutti quei soldi. Il denaro dei cittadini deve essere valutato al meglio per evitare sprechi».