L’«Osservatore Romano» cambia direttore

da Roma

Cambio della guardia alla guida dell’Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede: Mario Agnes, che lo guidava da ventitré anni ed è stato un fedele interprete del pontificato di Giovanni Paolo II e dei primi passi di quello di Ratzinger, lascia l’incarico diventando «direttore emerito».
Al suo posto arriva Giovanni Maria Vian, romano, classe 1952, storico del cristianesimo, è professore ordinario di Filologia patristica all’Università di Roma «La Sapienza», membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche nonché editorialista del quotidiano «Avvenire». Ha studiato il giudaismo e il cristianesimo antichi, la storia della tradizione cristiana e il papato contemporaneo; ha pubblicato un’ottantina di studi specialistici, e tra i suoi volumi più recenti c’è «Bibliotheca divina. Filologia e storia dei testi cristiani» e «La donazione di Costantino».
Insieme al nuovo direttore è stato pubblicata anche la nomina del suo vice, Carlo Di Cicco, vaticanista dell’agenzia Asca e autore di un libro sugli inizi del pontificato di Benedetto XVI. Sia il nuovo numero uno che il numero due sono ben conosciuti dal cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato.
Con questa nomina, il Papa e Bertone intendono rilanciare l’Osservatore Romano, rendendolo più presente sulla piazza mediatica (anche attraverso internet) e con tutta probabilità anche più interventista nel dibattito culturale. Vian, che è figlio di Nello, che fu amico e collaboratore di Paolo VI, è infatti uno studioso che non ha mai rinunciato al confronto anche polemico dalle colonne del quotidiano «Avvenire» e ha ricostruito, ad esempio, l’origine della leggenda nera contro Pio XII. Il cambio della guardia sarà effettivo dal 27 ottobre, dopo la visita del Papa a Napoli.