L’osservazione Tursi allergico alle allergie

In risposta all'articolo «Allergie Dilaganti: Tursi e quel piano del verde che fa starnutire la città» comparso su «il Giornale» del 21.5.2011 a firma di Giulia Guerri.
Con richiesta di pubblicazione a scopo di rettifica ai sensi della legge sulla stampa.
Egregio Direttore, in riferimento all'articolo di cui sopra comparso pochi giorni fa su codesto quotidiano mi sembrano necessarie alcune puntualizzazioni.
Il «Regolamento Comunale del Verde» adottato con deliberazione del Consiglio Comunale di Genova numero 85 in data 18 ottobre 2010 e in vigore dal 22.11.2010, all'articolo 11 intitolato «Scelta delle specie botaniche nei nuovi impianti e nelle sostituzioni» al comma 2, tra altri punti, recita testualmente: «Garantire l'inserimento del criterio della allergenicità tra le prescrizioni da fissare per i nuovi impianti arborei o per la sostituzione di alberi esistenti».
Quindi ci pare che il titolo «Quel piano che fa starnutire la città» sia fuorviante e disinformante oltre che disinformato, e questo vale anche per il testo seguente.
Per quanto riguarda poi le dichiarazioni del signor Massimo Alfieri, assessore allo sviluppo economico e turistico del Municipio Levante, sotto il titolo «Un piano del verde “allergico” per i cittadini», nella parte relativa alle Controdeduzioni ed in particolare al punto 30, relativo alla richiesta del Municipio Levante, si legge testualmente: «Osservazione accoglibile, ma si ritiene opportuno rimandare quanto richiesto a successivo specifico provvedimento di competenza dirigenziale e/o della Giunta Comunale».
Tali documenti sono disponibili sul sito internet del Comune di Genova.
Di conseguenza ci sembra che sia vero esattamente l'opposto di quanto pubblicato.
Convinti che dietro certe affermazioni non possa esserci una motivazione derivante da diverso colore «politico», riteniamo che si sia caduti nell'errore di confondere il Piano del Verde, documento politico-programmatico, con il Regolamento del Verde, documento che, come abbiamo dimostrato, recepisce le istanze di attenzione nei confronti delle specie allergizzanti, tematica tra l'altro affrontata anche dall'Associazione che rappresento.
Dobbiamo poi ricordare che la stessa definizione di pianta allergizzante non può essere intesa in senso statico: se ieri avevamo il «raffreddore da fieno» o la Parietaria, oggi sono diverse e numerose le specie emergenti nel campo delle malattie allergiche. Si capisce quindi il perché di un testo sintetico che sarà poi seguito da elenchi che possano essere aggiornati con snellezza e tempestività senza la necessità di ritornare in Consiglio Comunale.
Un ultimo punto: sappiamo bene che non è sufficiente scrivere una frase in una delibera: è intuitivo che è necessaria la Formazione (con la F maiuscola) sia per i tecnici e gli operai sia anche per i dirigenti, anche amministrativi: su questa linea l'Assessorato al Verde e la Giunta Comunale si stanno già muovendo per modificare abitudini consolidate e comportamenti erronei, che sono giustificabili soltanto per il fatto che si tratta di problematica del tutto nuova ed emergente.
Concludo dicendo che comunque qualunque contributo, specie se proveniente dal mondo dei pazienti che soffrono di allergia, sarà il benvenuto.

Responsabile Medici per l'Ambiente Liguria
Specialista in Allergologia
ed Immunologia Clinica
e... malato di allergia!

Gentile dottor Porcile, regolamento o piano del verde mi pare che purtroppo la sostanza non cambi. Il consiglio comunale aveva chiesto alla giunta di impegnarsi ad istituire una tabella delle piante allergeniche. Peccato che quando sono state redatte le linee guida per la riqualificazione del verde che sono espressione della giunta e le regole pratiche a cui Aster si attiene, questo punto sia stato dimenticato.

GG