L’ossessione dell’omofobia

Marini super partes?

Ma chi ci crede
Un incarico esplorativo a Marini. E così continuano a prenderci per i fondelli! Come si può parlare di persone super partes se già il capo dello Stato, per la sua storia - sia privata che pubblica - non può esserlo, se non forzando la propria natura, visto che è un uomo e non un automa? E che dire del presidente del Senato, naturalmente di parte anche lui? Ritengo che per non perpetuare questa indecorosa commedia degli equivoci, degna di un regime sudamericano e che dimostra a che livello sia giunta la disonestà intellettuale di certi politici, con l’ausilio di giornalisti asserviti, l’unica soluzione degna, per una democrazia che non abbia più riferimenti di tipo sovietico, sia ridare la voce alla gente che non ne può più di comportamenti da sinedrio.

Ho l’impressione che sia proprio la voce della gente quella che in questo momento fa più paura.
Un lupo che allatta

i «gemelli» del Pd
Marini non è super o intra partes; rappresenta uno dei «capitani coraggiosi» che ha contribuito a partorire il disgraziato governo Prodi ed è legato a doppio filo con i gemelli Veltroni e Franceschini. È palese il tentativo della lupa marsicana di allattare i due neonati orfani targati Pd. Con la benedizione del pastore Napolitano che di lupi se ne intende. Un ultimo disperato belato: al voto!
Gherardo Mercati e-mail

Qualcosa più di un belato.
Scrivo a Napolitano:

noi non ci stiamo
Ho appena mandato due righe di disappunto al signor presidente della Repubblica per la sua decisione di convocare Marini: sono talmente indignata che cerco consolazione presso il mio quotidiano sperando che almeno il «mio» giornale sappia mettere in luce che un eventuale «accordo» non rappresenta tutti gli italiani ma solo una parte. Chiedo inoltre che il Professore, e mi riferisco a Romano Prodi, non sia sempre riferito a Bologna, come avviene sul suo giornale, in quanto bolognese non lo è, se non per residenza. Spero che questo incubo finisca presto.
Maria Pia Maschio e-mail

Il suo disappunto è il nostro. Ma Prodi ce lo lasci bolognese. Anzi, ce lo lasci a Bologna, ormai.
Se la Campania

diventa uno show
A nome di milioni di inglesi desidero ringraziare la Regione Campania e il Senato della Repubblica per l’intrattenimento offerto via radio, tv e stampa in questo grigio mese di gennaio.
Alessandro Severi - Londra

Noi, invece, vorremmo cambiare canale.
Inciucio che viola

i diritti costituzionali
Non si riesce a comprendere come un governo a termine possa varare le riforme senza maggioranza politica in Parlamento: questo sarebbe solo un volgare espediente per impedire al popolo sovrano di pronunciarsi e consentire al centrosinistra di riorganizzarsi e limitare i danni. Qualora si verifichi una simile sciagurata eventualità, sarà necessario mobilitare la piazza quotidianamente attraverso manifestazioni e cortei sotto i palazzi del potere. Nessuno può permettersi di strapparci i nostri diritti costituzionali: quando un governo cade perché non ha più la maggioranza, l’unica soluzione è lo scioglimento delle camere ed il voto immediato, senza inciuci, mandati esplorativi ed altre manovre.
Guglielmo Rocco e-mail

La correggo: l’unica soluzione «sarebbe» lo scioglimento delle Camere.
Che bella trovata:

Prodi bis senza Prodi
Andiamo a votare al più presto. Un detto dice «chi ha tempo non aspetti tempo», figuriamoci chi il tempo non c’è l’ha. Il centrosinistra ha addirittura l’insana idea di riproporre un governo che ha fallito, con un «governicchio» (come lo ha definito Pierferdinando Casini), cioè una sorta di dicastero in cui i ministri uscenti vengono richiamati per fare un assurdo Prodi bis senza Prodi. Siamo seri, ridate la parola agli italiani.
Bruno Russo - Napoli

Ma siamo seri?
Non se ne può più

ora fateci votare
Marini? Amato? Ma per favore! Il dottor Sottile circa un decennio fa annunciò enfaticamente che avrebbe abbandonato la politica. Ed è ancora qui. Coerenza zero... Ne abbiamo abbastanza. Fateci votare!
Gianluigi Molteni - Lecco
Ormai è troppo tardi

per le grandi intese
Dice il saggio: «Non offrire domani quello che solo oggi ha un valore». Questa pillolina di saggezza orientale si applica perfettamente all’assurda linea politica seguita fin qui da Veltroni. Non si capisce, infatti, per quale motivo, dopo la clamorosa ed attesa implosione del fallimentare governo Prodi, Berlusconi dovrebbe adesso togliere le castagne dal fuoco al Partito democratico, accettando il rischioso compromesso di un governicchio istituzionale o a termine che dir si voglia. Se veramente il leader del Pd avesse a cuore le sorti del Paese, così come si affanna a dimostrare ora che i buoi sono fuggiti dalla stalla, non avrebbe aspettato che il Parlamento decretasse la fine di una esperienza politica nata già morta, ma avrebbe dovuto prendere molto prima l’iniziativa di coinvolgere il capo del centrodestra in quelle larghe intese che lo stesso Berlusconi chiese molto responsabilmente subito dopo le elezioni del 2006.
Claudio Romiti e-mail
Se sarà pareggio

si governi assieme
Non so se il problema delle riforme forse esiste. Facciamo così: se finisce in pari governiamo insieme - cosa che loro non hanno accettato - altrimenti vuol dire che non si pone.
Alessandro Cignoni e-mail

Esatto.
Ma la vittoria

è solo rimandata
Guardiamo il lato positivo della cosa: con questa mossa disperata di dare l’incarico a Marini, e con il suo probabile fallimento - visto che dovrebbe trovare la fiducia di quei partiti da far fuori con la legge elettorale - l’Unione e il Pd perderanno definitivamente la faccia. La vittoria del centrodestra è solo rimandata di qualche giorno.
Lettera firmata e-mail

Ne è così sicuro?