L’ossessione di Visco: tasserò i benestanti

Non riconosce meriti al vecchio governo: «Tremonti ha lasciato il disastro, non devo scusarmi»

da Roma

Se, con la legge finanziaria, il governo deciderà di reintrodurre la tassa di successione, farà in modo da esentare «il 90% dei contribuenti». Lo promette il superviceministro dell’Economia Vincenzo Visco, affermando che l’imposta riguarderà «solo gli effettivamente benestanti». E per farsi capire, spiega: «A noi interessa più il patrimonio di Berlusconi che quello del suo elettore che fa il commesso in un negozio di Milano». Visco afferma inoltre che una vittoria ai mondiali di calcio della nostra nazionale potrebbe far crescere l’economia di mezzo punto percentuale in più.
Tassa sui benestanti. «Avevamo, prima che Berlusconi la abolisse, un’imposta di successione che esentava il 90% dei contribuenti - dice il superviceministro in una lunga conversazione su Radio24 - ; se sarà ripristinata, esenterà ancora il 90% dei contribuenti. Venivano esclusi patrimoni sotto il miliardo e mezzo di lire, fate la rivalutazione coi valori attuali, e troverete facilmente la nuova soglia di esclusione». Visco non fa cifre, ma spiega che l’«impegno politico» è di tassare solo le persone «effettivamente benestanti», non c’è bisogno di colpire la prima casa, «o magari la seconda». Al governo, aggiunge, «interessa più il patrimonio di Berlusconi che quello del suo elettore, che fa il commesso a Milano». Visco, commenta Simone Baldelli (Forza Italia) ha inventato «l’antiberlusconismo fiscale»; e secondo Chiara Moroni, vicepresidente dei deputati azzurri, «manifesta una volontà punitiva contro Berlusconi».
Catasto e condoni. Visco esclude che nella finanziaria possa trovar posto la rivalutazione degli estimi catastali. «Per rifare il catasto ci vuole tempo - spiega -. Noi lo faremo, ma non sono cose da finanziaria». Il viceministro esclude invece che il governo possa far ricorso a nuovi condoni: «È ovvio che non ci saranno più, perché i condoni portano evasione». Invece la lotta all’evasione è la priorità del governo, che ha in mente anche un accordo di collaborazione con l’Istat: «Ora le tecniche di accertamento sono più sofisticate, possiamo individuare una singola impresa o attività produttiva che evade». Il viceministro, fra i settori evasivi individua l’edilizia, «dove c’è molto lavoro nero, fatture false e riciclaggio».
«Iva catastrofica». Non aumenteremo l’Iva, «se non di fronte al collasso del Paese - dice Visco -, alcuni volevano l’aumento dell’aliquota, ma io mi sono opposto, e non lo farò se non in casi estremi, di crisi economica, di incapacità di tagliare le spese, di collasso del Paese». E non manca, a proposito di catastrofi annunciate, una piccata risposta a Giulio Tremonti che aveva chiesto le scuse della maggioranza sui conti pubblici: «Tremonti ha lasciato un disastro, non merita nessuna scusa: ci siamo trovati in un’emergenza finanziaria micidiale, e una manovra correttiva per decreto era necessaria». E infatti, il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa ha varato una severa manovra correttiva che vale, per quest’anno, ben lo 0,078% del pil. Pronta la replica di Sandro Bondi: «Quello che ha detto Visco è indegno di un esponente del governo. È un segno del degrado civile della nostra vita politica. Denuncerò in Parlamento la gravità delle sue parole ma so già che Visco, come Prodi, non si presenterà a discutere e sostenere le opinioni che ha espresso».
Pil «mondiale». Secondo Visco, una vittoria della nazionale di calcio al mondiale in Germania potrebbe avere un effetto di stimolo sull’economia, rendendo «meno onerosa» la manovra correttiva. È accaduto in Francia dopo la vittoria al mondiale di calcio del 1998, ricorda il viceministro, e può accadere anche in Italia: «Tutti sanno - conclude - che Romano Prodi porta fortuna». Secondo fonti del Tesoro riportate dall’agenzia Reuters, un successo al campionato del mondo potrebbe valere per mezzo punto di pil in più. «Una vittoria - spiegano gli esperti - influirebbe positivamente sul morale dei consumatori», che in maggio, secondo la rilevazione dell’Isae, avevano mostrato un indice di fiducia in ribasso.