L’«Otello» di Verdi torna all’Opera dopo quarant’anni: dirige Riccardo Muti

Un ritorno e un debutto. Dopo un’assenza di quarant’anni, infatti, di nuovo in scena all’Opera l’Otello di Verdi per la prima volta al teatro Costanzi del maestro Riccardo Muti. L’ex direttore della Scala, grande conoscitore delle opere verdiane, guida sul palcoscenico della capitale la penultima opera del compositore di Busseto in un nuovo allestimento, coprodotto con il festival di Salisburgo, che si avvale dell’orchestra e del coro del teatro romano. In totale cinque serate (la prima fissata per domani, le repliche successive il 9, l’11, il 13 e il 14 dicembre) che da tempo hanno fatto registrare il tutto esaurito.
Il dramma lirico in quattro atti deriva dal celebre testo shakespeariano, Verdi, infatti, da sempre aveva dimostrato interesse per il teatro del drammaturgo inglese, ma l’idea di portare in musica uno dei suoi lavori gli è stata suggerita proprio da Arrigo Boito.
Così sul libretto riadattato dallo scrittore e musicista padovano Verdi ha composto, alla fine del 1886, la partitura in musica dell’Otello, che ha debuttato proprio al Teatro Costanzi nella primavera seguente.
Al pubblico capitolino l’Opera propone una coppia di giovani cantanti russi: il tenore Aleksandrs Antonenko e il soprano Marina Poplavskaya: vestono i panni del tormentato Otello e della dolcissima Desdemona, vittima della folle gelosia del marito. Il perfido Jago è impersonato, invece, dal baritono Giovanni Meoni. Barbara Di Castri sarà Emilia, Roberto De Biasio Cassio, Antonello Ceron Roderigo.
A firmare la regia, così come nell’allestimento a Salisbugo, Stephen Landgridge, le scene sono di George Souglides, le coreografie appartengono a Philippe Albert Giraudeau e i sontuosi costumi d’epoca sono di Emma Ryott.