«L’ottimismo anti-sfiducia deve diventare di moda»

Firenze«Bisogna avere i nervi saldi e credere nelle cose che si fanno perché di fronte all'indecisione, chi riesce a guardare avanti e costruire, ha maggiori opportunità d'uscire più velocemente dalla crisi», così Angelo Sajeva, presidente e amministratore delegato di Mondadori Pubblicità, commentava ieri a Firenze la calorosa accoglienza ottenuta dallo spazio che la concessionaria ha allestito a Pitti Uomo. Per questa edizione del salone, infatti, è stato progettato, in collaborazione con gli organizzatori della manifestazione, un elegante salotto identificato con la celebre A del logo mondadoriano, da cui la parola Appointment.
«Bisogna aumentare il servizio, l'innovazione e la qualità - spiegava Sajeva - e per far questo le aziende devono continuare a investire. In un momento in cui l'attenzione commerciale ai costi si fa estrema, gli imprenditori non devono perdere di vista gli investimenti». Confrontarsi su nuove strade da percorrere è l'obiettivo primario di questa iniziativa della concessionaria che ha voluto per l'installazione un richiamo alla sua storica sede milanese. La facciata dello spazio prospiciente la Sala delle Nazioni ricalca, infatti, la celebre struttura ad archi del palazzo progettato dal celebre architetto brasiliano Oscar Niemeyer. «Abbiamo pensato a un punto d'incontro dedicato ai nostri clienti che qui possono approfondire e discutere tematiche legate al mondo della moda in chiave di prospettive», sottolineava Sajeva visibilmente gratificato da una bella affluenza e da un picco di presenze per il cosiddetto «First Time» delle 12.30 dedicato al lancio di First, il mensile di Panorama che esce da marzo con una nuova veste. «Vogliamo dare ai clienti un po' d'ottimismo perché siamo convinti che possiamo sfruttare questo momento di discontinuità per cambiare le relazioni sia all'interno della nostra azienda sia utilizzando il nuovo modello organizzativo della Mondadori Editore», precisa l'amministratore rilevando come il cambiamento riguardi tutti. «Dobbiamo reinventare il nostro mestiere e, stimolati da un sistema critico a tutti i livelli e per tutti i settori, trovare la base per cominciare a costruire, dopo questo tsunami, i prossimi cinque anni».
Da dove ripartire? Da una forte progettualità da parte della concessionaria che dopo un anno di riorganizzazione interna, è pronta per mettere a disposizione dei clienti non la somma dei suoi prodotti, dai quotidiani al web, ma la relazione tra processi e prodotti.