«L’uccellino della radio» si posa sulla memoria

Il milanese Vittorio Orsenigo è considerato scrittore di nicchia, ma sarebbe più giusto definirlo scrittore di culto. In fondo, alla scrittura ha dedicato la vita, offrendo ai suoi lettori una visione del mondo ironica e profonda, che non teme di confrontarsi con temi assoluti. L’uccellino della radio (Alberto Gaffi editore, pagg. 271, euro 13,50) è un libro che da decenni circolava tra gli addetti ai lavori e aveva sfiorato più volte la pubblicazione anche per mano della Adelphi, dove fu sostenuto da Giuseppe Pontiggia. È un romanzo di formazione la cui prima stesura risale agli anni Quaranta, poi riscritto chissà quante volte. Fino a ora. Una brillante storia, con uno stile che va dal surreale al commovente, dal nostalgico al grottesco. Da scoprire.