L’Ucraina ai raggi X Fallosa e attendista ma con l’asso Sheva

Shovkovskiy è un pararigori, Shelayev marcherà Totti, Tymoschuk garantisce quantità, ma in attacco è fuori Voronin

nostro inviato a Duisburg
L’unica squadra non testa di serie ad approdare ai quarti del Mondiale. Questo è già un biglietto da visita importante per l’Ucraina, numero 45 del ranking Fifa. Ieri Marcello Lippi e gli azzurri l’hanno studiata a fondo nella sala conferenze del Landhaus Milser. Un’ora e mezza di visione per capire segreti e punti deboli della sorpresa più clamorosa di Germania 2006. Il precedente del 2 giugno (finito 0-0, mentre nelle altre due sfide della storia con gli ucraini gli azzurri vinsero 2-0 e 3-1 nel 1995) non è indicativo: l’Italia giocò un buon primo tempo, calando vistosamente nel secondo e gli avversari non avevano le punte Shevchenko e Rebrov oltre ai quattro Under 21 impegnati nell’Europeo di categoria.
Da quello che si è visto in Germania, l’Ucraina è una squadra forte sulle fasce, ha in Shelayev l’uomo deputato a controllare il fantasista avversario (ha annullato lo svizzero Yakin) e gli spetterà Totti se il romanista sarà in campo dall’inizio. Shelayev, dopo le prime quattro partite del Mondiale, è il giocatore che ha commesso più falli (12). Importante il lavoro di Kalinichenko, il centrocampista dello Shakhtar Donetsk, un regista decentrato sull’ala sinistra (e quindi di fronte avrà Zambrotta) che è la vera chiave tattica della squadra. Perso Voronin (sesto nella classifica dei tiratori del Mondiale con 11 tentativi), in attacco farà affidamento alla classe di Shevchenko.
Nelle statistiche Fifa sulle otto squadre approdate ai quarti, risulta che l’Ucraina è la squadra che tira meno nello specchio della porta (19 volte, nove in meno degli azzurri) e a parte l’Argentina effettua meno tiri in generale (43). È all’ultimo posto anche nella classifica dei contrasti (16, dieci in meno dell’Italia, in testa in questa speciale graduatoria insieme al Brasile). Inoltre la nazionale di Blokhin gioca pochissimo il pallone (solo 1.128 i passaggi effettuati, la peggiore delle otto rimaste in lizza) e predilige i lanci lunghi (465, meglio di tutte le altre). È una delle squadre che crossa di più (96, meglio solo Inghilterra e Germania), commette molti falli (77), ma vanta il miglior giocatore del mondiale per numero di tackle (Tymoschuk, intenditore del centrocampo ucraino, con 24). E i tackle sono uno dei punti di forza dell’Ucraina (143, numero nettamente più alto delle altre). Squadra molto fallosa (77 interventi irregolari in quattro incontri, solo il Portogallo ha fatto peggio) con nove ammonizioni subite come l’Italia, anche se gli azzurri hanno commesso 55 falli. La sua difesa è quella peggiore delle otto, ma i 4 gol sono stati incassati tutti nella sfida d’esordio con la Spagna. Poi Shovkovski ha «blindato» la porta: ha una fama di pararigori, come si è visto contro la Svizzera. Non a caso Angelo Peruzzi, in una classifica dei migliori numero uno del Mondiale, ha messo il portiere della Dinamo Kiev al terzo posto dietro Buffon e Cech.
Naturalmente lo spauracchio maggiore è rappresentato da Andriy Shevchenko, già due gol realizzati a Germania 2006 (30 totali in 67 incontri giocati con la propria nazionale). E dire che rischiava di saltare il Mondiale per l’infortunio al ginocchio sinistro. L’Italia lo conosce bene, ma nella visione del filmato nel quartier generale di Duisburg sono state analizzate ancora una volta le sue caratteristiche principali. Il futuro attaccante del Chelsea parte dall’esterno ed effettua pericolosi tagli al centro. Muovendosi dalla trequarti è in posizione più defilata, è abilissimo negli inserimenti in area di testa. Non dà punti di riferimento, è una punta mobilissima che sa anche sfondare sulle corsie laterali con progressioni impetuose. Insomma, se guardiamo il manuale del buon attaccante, sa fare tutto. Anche se con la Svizzera ha fallito un rigore che rischiava di compromettere la qualificazione della sua squadra. «L’Ucraina punta ai rigori contro l’Italia? Questo no, ma se dovesse capitare mi ripresenterò sul dischetto e lo tirerò», la dichiarazione del numero 7. «Sheva non è meno di Ronaldo. Per fermarlo, devi essere al cento per cento – sottolinea l’ormai ex compagno di squadra al Milan Alessandro Nesta, che salterà la sfida diretta per l’infortunio muscolare -. Con lui devi fare meno errori possibili, ha pochissimi punti deboli e soprattutto non bisogna mai mollarlo per strada». Nesta, a differenza di altri rossoneri, non lo accusa di aver tradito il Milan. «Penso che sia stata una scelta personale, la rispetto e anzi lo ringrazio di tutto quello che ha fatto per noi in questi anni». Il suo sostituto sarà Barzagli, che avrà il suo daffare per ingabbiare l’attaccante ucraino. «Tutti quelli che sono entrati dalla panchina hanno fatto bene, Andrea è molto freddo e anche molto forte, questo lo aiuterà».