L’Udc: «Berlusconi ci preoccupa» E Casini lancia l’allarme-sondaggi

Per il presidente della Camera: realistici 9 punti di distacco. Bondi: dai centristi reazioni incomprensibili

Massimiliano Scafi

da Roma

Prima, le quattro parole gelide di Pier Ferdinando Casini: il centrosinistra è avanti di nove punti nei sondaggi? Vero, «le cose stanno proprio così», basta parlare con la gente. Poi, le quattro righe diramate dalla segreteria dell’Udc in risposta al Cavaliere: lui dice che la «vera discontinuità» è dire basta ai litigi? Bene, «se la base della ritrovatà unità del centrodestra e di un’eventuale campagna elettorale è l’intervento di Silvio Berlusconi con i toni e gli argomenti usati a Gubbio, allora c’è da essere seriamente preoccupati». Infine, la controreplica, affidata a Sandro Bondi: «Sì, c’è davvero da preoccuparsi seriamente se l’Udc dà una valutazione negativa di un discorso caratterizzato dalla massima apertura nei confronti degli alleati. Siamo sorpresi, è una reazione incomprensibile, Berlusconi a Gubbio ha riproposto il partito unitario e confermato la disponibilità discutere la riforma elettorale». E così nella Cdl, dopo qualche ora di piatta, improvvisamente torna l’acqua alta.
Trentasei a ventisette: la barca dell’Unione, secondo un rilevamento delle Acli, stacca il centrodestra, che insegue a ben nove lunghezze di distanza. Ma la regata è lunga, la boa è lontana e il vento può cambiare. Tanto più che se si votasse oggi, stando sempre alla ricerca, a vincere le politiche sarebbe il «terzo partito», quello degli indecisi, quel 37 per cento degli elettori, più di un italiano su tre, che «non si sente vicino a nessuno dei due schieramenti politici in campo». E visto che non sarà il signor Non So ad andare a Palazzo Chigi, il numero degli incerti rilevati dall’Iref, il centro studi delle Acli, dimostra che da qui a primavera può succedere di tutto. Chissà, anche qualche cambio di skipper.
Queste cifre non sorprendono Pier Ferdinando Casini, che considera «realistico» il sondaggio. «Chiunque parli con la gente sa che le cose stanno così», dice il presidente della Camera, che evidentemente ha già messo in preventivo una sconfitta del centrodestra, come una battaglia persa che forse non vale nemmeno la pena di combattere. Dunque un commento quasi da oppositore, al quale risponde a brutto muso e a stretto giro di posta l’altro «delfino», Gianfranco Fini: «Ho la massima stima per i sondaggisti, però sono convinto che la Cdl possa vincere le elezioni». Ma, avverte, a una condizione: «Serve la massima unità dei partiti della coalizione. Deve cessare il catastrofismo che non corrisponde al vero e deve cominciare un’operazione verità perché ci sono tutti gli elementi per un giudizio positivo sul governo. Dissociarsi negli ultimi mesi della legislatura, dimenticando di aver governato per quattro anni, non verrebbe capito dagli elettori. Gli amici dell'Udc ne sono consapevoli, sono perciò convinto che la Cdl rimarrà coesa e ci presenteremo uniti». Basta remare contro, dice in sostanza il vicepremier ai centristi, e smettetela di mettere in dubbio la premiership del Cavaliere: «Silvio Berlusconi ha chiaramente espresso la volontà di ricandidarsi alle politiche del 2006 e credo si debba prendere atto di questa sua intenzione». Ottimista anche Francesco Storace: «Gli indecisi nel centrosinistra aumenteranno enormemente dopo le primarie, quando si vedrà il risultato di Bertinotti».
Sorride invece, sull’altra barricata, Romano Prodi: «Il rilevamento è migliore rispetto a quello delle altre elezioni», spiega. Però prudenza, avverte il Professore, «perché per votare manca ancora un anno». Quanto ai moltissimi indecisi, «è meglio così, perché in questa maniera abbiamo tanta gente da convertire». Cauto, molto cauto, pure Massimo D’Alema, che ha visto dalla sua parte troppa gente che ha messo i remi in barca: «Non abbiamo già vinto - spiega -. Il risultato elettorale va conquistato attraverso un’opera di convincimento e penso che nulla sia più pericoloso dello spirito ozioso di chi pensa di avere il successo il tasca. Quanto dice Prodi deve essere da stimolo per tutto il centrosinistra. I cittadini hanno fiducia in noi e chiedono che ci si impegni a fondo nella prossima campagna elettorale».
Nemmeno Roberto Villetti si fida più di tanto. «Certi rilevamenti vanno presi con le dovute precauzioni. Il nostro compito adesso è quelli di offrire un’alternativa credibile al governo e di tradurre il favore dell’opinione pubblica in un voto alle urne. E non è scontato, visto il disagio dei cittadini». Un disagio testimoniato appunto dal 37 per cento che non sceglie nessuno dei due poli. Una tendenza confermata da un altro sondaggio, pubblicato all’inizio del mese dal settimanale News, secondo il quale il centrosinistra è in vantaggio di sette punti ma il partito degli indecisi è fortissimo, a quota 24 per cento.