L’Udc decide di non decidere Il Pdl: «Gli elettori li puniranno»

(...) nella veste di coordinatore regionale del Popolo della libertà, di fronte ad affermazioni (di Pierferdi) come: «Anche in Liguria per le regionali l’Udc si alleerà con chi si aprirà ai suoi valori». E ancora: «Chiediamo una discontinuità profonda al Pdl che non può permettersi, se vuole interessare l’Udc, di riproporre le vecchie formule del passato. La stessa discontinuità chiediamo a Burlando». Infine, sempre Pierferdi, preciso come-tu-mi-vuoi: «Se, e dico se, non cambieranno non avremo come alternativa che andare da soli. È una cosa che abbiamo fatto in passato e non ci spaventa affatto». Ancora più incisivo, se possibile: «Se si vuole ampliare all’Udc vuol dire che si prende atto che c’è bisogno di cambiare qualcosa e di essere sensibili ai valori e ai programmi che noi rappresentiamo». Più chiaro di così, si muore. O si resta leader.
Scandroglio, che si mantiene solitamente serafico anche di fronte alle posizioni più sconcertanti, questa volta sbotta. «Basta con i tatticismi - dichiara -. Il Pdl ligure vuole confrontarsi con l’Unione di centro sui valori che costituiscono l’essenza della comune adesione al Partito popolare europeo». Il senso è questo: se Casini non prende posizione a favore di questi valori condivisi, e non dà indicazioni conseguenti ai suoi rappresentanti a livello ligure - leggi: appoggio alla coalizione dei moderati e al suo candidato alla presidenza della Regione, Biasotti -, faccia pure come crede, ma saremo noi a venire incontro alle legittime aspettative della stragrande maggioranza degli elettori dell’Udc che si riconoscono nella politica e nei principi del centrodestra. Con una conseguenza pratica: l’emorragia di consensi dall’Udc. «Siamo per una società – aggiunge il parlamentare del Pdl - che non sia solo somma delle attese individuali, siamo per una famiglia come cellula imprescindibile della vita sociale, siamo per una sussidiarietà in cui ognuno, individuo o corpo intermedio, abbia qualcosa da dare alla collettività. Se sui punti cardine del popolarismo europeo si troverà condivisione - conclude Scandroglio - allora non sarà possibile prendere strade diverse, a meno che la questione non sia solo ridotta a qualche poltrona. Gli elettori sapranno distinguere».