L’Udc forse

Per un pugno di voti. Un bel pugno, in realtà: 224mila e rotti. Quelli conquistati dai dodici candidati sindaco sconfitti al primo turno, che corrispondono all’incirca al 13,5 per cento del totale. Da martedì sera, quando il ballottaggio si è appalesato, i due sfidanti, Francesco Rutelli e Gianni Alemanno, corteggiano indefessamente candidati e liste convinti, non a torto, che la partita per il Campidoglio si giochi anche su questo tavolo. E se il portavoce di An Andrea Ronchi non vuole sentire parlare di «apparentamenti», è certo che appoggi e alleanze informali ci saranno. Ecco lo scacchiere.
Udc. È il partito più corteggiato, non solo per il 3,15 per cento conquistato da Luciano Ciocchetti, ma perché si colloca al centro tra Pd e Pdl. Il partito di Casini terrà le «primarie» per prendere posizione alle 19 di domani. Un appuntamento che sarà preceduto, in mattinata, presso l’hotel Aran in via Mantegna, da un’assemblea pubblica. Tre le opzioni di voto per gli 800 tra candidati e dirigenti locali: appoggio ad Alemanno, appoggio a Rutelli o libertà di voto. I principali punti su cui i delegati dovranno riflettere sono da un lato i rapporti con la sinistra radicale di Rutelli e dall’altro la rottura con i moderati del centrodestra. L’aria sembrerebbe tirare verso il Pdl (Dino Gasperini, primo degli eletti Udc in consiglio comunale, parla di «impossibilità a votare Rutelli») ma ieri, all’assemblea delle Confcooperative c’è stato un contatto tra Rutelli e Pierferdinando Casini. Il quale poi nel corso di un colloquio avrebbe detto a Walter Veltroni, pilatescamente, che «ci sono opinioni diverse ma la nostra scelta sarà presa dai nostri a Roma». Ieri Silvio Berlusconi ha lanciato un appello perché Udc e La Destra sostengano Alemanno
La Destra. Appello che Francesco Storace ha - come era nell’aria - accolto subito. Al termine di una riunione di partito il segretario ha formalizzato la scelta con una lettera ad Alemanno e allo stesso Berlusconi. Una nota amara la aggiunge Teodoro Buontempo, che parla di «scelta coraggiosa. I leader del centrodestra hanno fatto campagna elettorale più contro la destra che contro la sinistra». La Destra porta in dote il 3,33 per cento dei voti conquistati dallo stesso Storace.
Lista Grillo. Terza lista per numero di voti tra le escluse è quella che sosteneva Serenetta Monti. La quale però si smarca: «Oggi tutti ci fanno la corte - dice - e questo dimostra quanto la politica sia lontana dai valori etici. Non daremo indicazioni di voto perché fin dall’inizio ci siamo presentati come alternativa. Ognuno dei nostri elettori è libero di fare la sua scelta». Il 2,66 per cento della Monti è terra di nessuno.
Gli altri. Franco Grillini è l’unico che in nome della laicità sembra disponibile ad annettere il suo 0,88 per cento a Rutelli. «Aspetto una telefonata che non è ancora arrivata - confessa il candidato del Ps - per valutare l’apertura di Rutelli. Possiamo decidere tra appoggio attivo e passivo». Da parte sua Mario Baccini, che porta in dote uno 0,73 per cento, nega l’accordo con il loft. «Anzi a ora le consultazioni sembrano andare in tutt’altra direzione».