L’Udc gela Tabacci: «Attento ai tranelli Se lo candida il Pd non lo appoggiamo»

L’Udc lombarda si prepara a una corsa solitaria alle elezioni Regionali. Tiene la porta aperta a Formigoni e al Pdl, ma non intende farsi «incastrare» a sinistra. Il quadro oggi è questo. Rutelli o no, il centro che guarda a sinistra qui non c’è. E il tempo che passa è un «alleato» di una candidatura autonoma. Lo dice apertamente Luigi Baruffi, segretario regionale del partito: «Sì, se ciò che leggo corrisponde al vero la cosa più probabile è che andiamo soli». Sono passati 20 giorni dall’ultimo appello dei centristi. «Senza un chiarimento andiamo verso una candidatura autonoma», aveva detto Baruffi. E il chiarimento non è arrivato. Anzi, ampi settori della attuale maggioranza - la Lega ma non solo - spingono per questa soluzione: lasciare fuori dal Pirellone l’Udc. E lo fanno confortati dai sondaggi, che assegnano loro un grande margine di vantaggio, che rende irrilevante il contributo elettorale degli ex dc. Diverso sarebbe il discorso nel caso in cui Pdl e Udc chiudessero un accordo nazionale. È quello che chiede Formigoni. Ma i centristi continuano a parlare di decisioni prese a Milano, dunque regione per regione «in assoluta lealtà con la dirigenza romana, di cui condivido in pieno la linea», precisa Baruffi. Il segretario continua a sperare in Formigoni, ma chiede «pari dignità». Le condizioni sono due: un «atteggiamento adeguato» del presidente, e un equilibrio nella maggioranza e nella giunta. Con un posto da assessore: «Certo, non facciamo i portatori d’acqua - osserva Baruffi - se non ci ritengono indispensabili... ». «Ma ancora meno probabile è un accordo con il Pd» avverte il segretario, mandando un messaggio a quella parte del suo partito che continua a guardare a sinistra. Una «corrente» che si è infoltita con l’approdo di diversi ex democratici provenienti dalla Margherita. Fra questi Pierluigi Mantini, ex parlamentare del Pd, che auspica ancora un’alleanza con quello che era il suo partito.
Baruffi incarna una linea diversa: se possibile continuare nel patto con la attuale maggioranza, con cui gli udc condividono 15 anni di governo regionale, e in primo luogo con il Pdl - tutt’ora alleato anche nel Comune di Milano. L’alternativa è una corsa solitaria con un candidato di bandiera. Allora, e solo allora, potrebbero decidere di sostenere la candidatura di Bruno Tabacci, l’ex presidente della Regione che ambisce al ruolo di anti-Formigoni e lavora in Lombardia come a Roma per un’alleanza di centrosinistra. Ma Tabacci ora ha messo un piede fuori dal partito che lo ha fatto eleggere in Parlamento, aderendo al manifesto di Francesco Rutelli.
E Baruffi lo gela: «Se chiudiamo con Formigoni, e la candidatura di Tabacci è voluta dal Pd la cosa non ci riguarda, ma credo che sia troppo intelligente per cadere in un tranello». Insomma gli udc lombardi lo confermano: fra un Formigoni loro alleato e lo stesso Tabacci, scelgono ancora Formigoni. L’ala sinistra del partito è avvisata: Tabacci potrebbe essere il candidato dell’Udc solo se non ci fosse il patto con Formigoni e si scegliesse la lista autonoma: «Di nomi comunque ce ne sono anche altri - precisa Baruffi - non solo quelli di Tabacci e Pezzotta, che certo in questo caso non sarebbero certo fuori luogo».