L’Udc ha fatto perdere la Cdl, ora se ne vada

Non serve essere politologi per capire che il mancato successo della CdL ha un nome e uno solo: Udc. Casini, persona intelligente, l’ha capito e si è già fatto da parte. Spero per sempre. In fondo non gli mancano le opzioni per scegliersi un altro mestiere.Ora tocca a Follini e Tabacci darsi all’ippica, oppure passare all’altro schieramento, dove è già pronto il vitello grasso. Se poi qualcuno ritiene che la mia affermazione abbia bisogno di una spiegazione, eccola:
- come Massimiliano Lussana ha brillantemente illustrato sul Giornale, se avessimo votato con la vecchia legge la CdL avrebbe vinto di nuovo. E a volere il cambio della legge elettorale (quale segno di discontinuità) è stata l’Udc e solo l’Udc;
- l’Udc, e solo l’Udc, voleva che Berlusconi facesse un passo indietro e lasciasse la leadership della CdL ad altro esponente. Ebbene Berlusconi ha avuto più voti di tutti gli altri leaders.
Come vedete, l’Udc non ne ha imbroccata una. È dunque tempo che Follini e Tabacci cambino mestiere. O coalizione. Rimanendo dove sono possono solo creare ulteriori danni. Oltre tutto, andandosene, toglierebbero ai conduttori di Primo Piano, Ballarò ed Infedele, che sono soliti invitarli in quota centrodestra, il falso alibi dell’imparzialità.
Giglio Reduzzi (Genova)