L’Udc isola Broglia, lui si vuole sdoppiare

(...) Fino a un paio di giorni fa, quando a tradire la strategia del silenzio è stato, inconsapevole, l’ufficio di presidenza del consiglio regionale. Il quale per errore ha inviato due convocazioni per altrettante riunioni nello stesso giorno, l’11 gennaio. Indicando quale capogruppo nel primo avviso Broglia, nel secondo Abbundo. A dispetto delle bocche cucite di tutti, ecco svelato l’arcano: già prima di Natale, era il 20 dicembre, le due new entry Udc, Abbundo e Matteo Marcenaro, hanno messo in minoranza il capogruppo: due a uno, è la democrazia baby, anzi due a zero, visto che, annusata l’aria, Broglia alla riunione che avrebbe dovuto decidere il nome del nuovo responsabile in via Fieschi non s’è presentato.
Risultato: fuoco e fiamme, con Broglia che dal giorno successivo ha preso a vergar lettere dirette all’ufficio di presidenza per chiedere e ottenere l’autorizzazione a creare due gruppi dell’Udc, uno dei quali con lui a far da capo di se stesso. Ipotesi difficilmente percorribile in verità, e che ieri è stata bocciata a chiare lettere dal segretario regionale Vittorio Adolfo: «L’Udc in Regione ha e avrà un gruppo solo - ha scandito -. La linea è chiara ed è dettatata a livello nazionale:non può esistere in nessuna parte d’Italia la formazione di due gruppi a livello regionale».
Punto e capo, anzi punto e virgola, perché adesso sono aperte le trattative: Broglia potrà riavere il suo posto se si impegnerà a rispettare la linea decisa dal partito a livello nazionale, evitando per esempio di votare per se stesso, e spesso con il centrosinistra, e concordando le posizioni con i colleghi in aula. Quale sarà la linea saranno i congressi che a ogni livello si terranno in primavera a stabilirlo. E «quella e solo quella sarà la sede per decidere i nuovi segretari», ha avvertito ieri Adolfo, sconfessando il tentativo di una parte del partito di sfiduciare Broglia prima del tempo. Se la conta interna è aperta, all’esterno, e cioè nei rapporti con gli alleati, son rose e fiori, per una volta. ieri è stato Franco Orsi il responsabile Enti locali di Forza Italia a segnalare che «per la prima volta ci avviciniamo alle elezioni senza dover affrontare difficili mediazioni e senza spaccature interne alla Casa delle Libertà». L’occasione era l’incontro convocato dal coordinatore regionale azzurro Michele Scandroglio con il coordinatore metropolitano Roberto Cassinelli e i responsabili degli altri dipartimenti, presente anche l’onorevole Alfredo Biondi presidente del Consiglio nazionale del partito. All’urlo di «stiamo lavorando per voi», sono state annunciate una raccolta firme contro i ticket sanitari imposti dal governo e il «libro nero» di tutti i progetti inutili finanziati dal centrosinistra in Regione.
Quanto al nome del candidato sindaco, ieri è stato Biondi a disegnare il quadro: «I dirigenti di Forza Italia, come quelli dei partiti alleati, hanno compiuto attenti sondaggi di disponibilità ricercando l’impegno di persone qualificate. Questa attività istruttoria dovrà consentire una scelta seria e chiara sulla quale dovranno esprimersi i partiti alleati». La decisione finale, ha avvertito Biondi, non verrà imposta dall’alto: «Per quello che riguarda Forza Italia, partito di maggioranza relativa in continua crescita, le scelte avverranno collegialmente, come si addice a un partito liberale di massa che ha per denominatore comune principi di libertà e di partecipazione». Dai centristi di destra ai centristi di sinistra, oggi alle 10 all’Hotel Bristol si tiene il congresso provinciale dell’Udeur.