L’Udc salva Burlando persino sui conti in rosso

Il disavanzo della Sanità cresce, la Regione che non è in grado di indebitarsi oltre per favorire lo sviluppo, il patrimonio immobiliare sempre più esiguo e sempre meno valorizzato. I contenuti del documento di programmazione economica e finanziaria del prossimo triennio sono assai poco incoraggianti. Ma il presidente della giunta ha di che gioire. Perché i suoi conti vengono approvati per il rotto della cuffia. E soprattutto perché l’Udc getta la maschera e si scopre più burlandiano di Burlando. Il Dpef passa con 21 «sì», cioè per un misero voticino sul quorum di 20, e tra le mani alzate ci sono le due dei consiglieri Udc, Rosario Monteleone e Luigi Patrone, che continuano a fingere di non essere già allineati alle posizioni della sinistra ma non perdono occasione per risultare decisivi e far passare ciò che persino altri esponenti di maggioranza non votano.
Un aspetto immediatamente colto da Nicola Abbundo, consigliere del Pdl, che in aula ha sottolineato come «l'Udc sia risultato determinante per la maggioranza al fine dell'approvazione del Dpef, il documento fondamentale per la politica finanziaria nei prossimi anni, che condiziona anche le scelte di chi verrà dopo questa giunta. L'Udc ha così dimostrato di volersi impegnare insieme a Rifondazione Comunisti italiani e Verdi a continuare a malgovernare questa Regione». Il suo vicino di banco Luigi Morgillo ha invece ribadito come i conti della Regione vengano sempre presentati con dati «disomogenei», cioè portando cifre non confrontabili ma scelte a seconda dell’utilità del momento. Duro anche il comunicato congiunto di tutto il Pdl: «L'amministrazione regionale di Burlando ha mancato gli obiettivi che si era prefissata negli anni passati. Risanamento sanità, controllo dei costi, valorizzazione immobili regionali ed indebitamento sono i grandi fallimenti della Giunta Burlando che non è stata in grado in questi 5 anni di portare a casa nemmeno una infrastruttura, ma ha solo aumentato le tasse - attaccano i consiglieri del centrodestra - La gestione di Burlando della finanza regionale ha solo creato una situazione di indebitamento tale che per gli anni futuri la capacità dell'Ente è ridotta a zero. Fin dal suo insediamento Burlando infatti ha solo provveduto ad alzare il livello di tassazione: bollo, accisa della benzina, tasse universitarie e Irpef (che solo di recente è stato in parte riportato ai livelli del 2005) sono tutti aumentati. Dove poi siano andati a finire questi denari non si capisce visto che l'indebitamento dal 2005 ad oggi è praticamente il doppio».
Ma se l’Udc si conferma la vera stampella di Burlando, a sinistra sono sempre più pronti a turarsi il naso accettando qualsiasi alleanza e qualsiasi accordo pur di tenere insieme la coalizione che scavalca a destra addirittura il carrozzone di Prodi. Ieri infatti è stato presentato il nuovo raggruppamento ligure di «Sinistra e Libertà-Ecologia», che mette insieme i socialisti di Fabio Morchio con la sinistra più radicale di Stefano Quaranta e Simone Leoncini, «i comunisti a più lungo termine» (sic) fino a Lorenzo Casté e a quel pezzo dei Verdi che hanno vinto di misura il congresso ottenendo come principale risultato quello di spaccare il partito già a pezzi. Queste le fin troppo esplicite dichiarazioni della nuova formazione: «Siamo una sinistra radicale nei valori, ma non per questo non siamo disponibili a trovare accordi per stare al governo in un’alleanza ampia». Oppure: «Non siamo contro i valori della famiglia». E ancora: «Casini ha tante idee, le abbiamo anche noi, si può trovare una sintesi e comunque in ogni regione ci sono persone diverse». Basta gettare la maschera e dirlo chiaramente, con coraggio: l’Udc e la sinistra radicale la pensano allo stesso modo pur di far stare in piedi Burlando.