L’Udc torna all’opposizione per i tagli alla scuola

L’Udc torna a sedersi sui banchi dell’opposizione. Dopo la «campagna acquisti» che ha portato nel gruppo del partito anche i consiglieri Nicola Abbundo (eletto in Forza Italia e poi passato al gruppo misto) e Matteo Marcenaro (in via Fieschi grazie ai voti della Lista Biasotti) nei confronti della maggioranza di Claudio Burlando arriva la prima «bordata» che si ricordi da diversi mesi. Almeno firmata da consiglieri regionali Udc. Anzi, la sorpresa maggiore sta proprio nel fatto che gli stessi Abbundo e Marcenaro, insieme a Gianni Macchiavello che resta con gli arancioni di Biasotti, hanno presentato una forte interrogazione contro gli effetti della legge regionale 15/2006 sulla scuola che lo stesso Fabio Broglia (capogruppo Udc) aveva contribuito a scrivere con alcuni emendamenti recepiti dalla maggioranza, scatenando le ire del resto dell’opposizione.
Nel mirino ci finiscono i pesanti tagli decisi dal centrosinistra per le famiglie meno abbienti. Burlando e compagni riducono infatti i contributi alle spese di istruzione di chi guadagna meno di 10 euro l’anno. «Burlando, al momento dell’enunciazione dei suoi intenti - attaccano i firmatari dell’interrogazione -, aveva decantato che nella società della conoscenza lo sviluppo è legato alla qualità della formazione dei giovani: questo paese non potrà mai competere se non investirà in scuola, ricerca e università almeno quanto investono i paesi più avanzati». E dopo aver ricordato gli «intenti che restano scritti sulla carta e nulla più», i consiglieri di opposizione presentano i conti. Lo specchietto con il confronto rispetto a quanto stanziato dalla precedente giunta di Sandro Biasotti è sconfortante. A una famiglia il cui reddito è inferiore ai 10mila euro l’anno, prima veniva erogato un contributo di 600 euro a fronte di una richiesta della stessa cifra, per aiutare a sostenere le spese di mensa, trasporto, libri scolastici. Ora, con la nuova legge della giunta Burlando, chi richiederà 600 euro si vedrà rimborsare solo 240 euro. «Senza contare che ai Comuni verrà data una dotazione con la quale potranno erogare solo una percentuale vicina al 50 per cento della dotazione», aggiungono i consiglieri.
Che con questa loro mossa si muovono subito in contrasto con il loro stesso capogruppo Fabio Broglia. E a questo proposito, il consigliere eletto nella fila del centrodestra e che ora sembra essere in minoranza interna per la presenza dei due nuovi esponenti Udc, continuerebbe a cercare contatti con altre forze politiche esterne alla Casa delle Libertà. L’Italia dei Valori per ora resta lontana, l’Udeur si dice disinteressata, la lista di Pittaluga «Gente di Liguria» ha perso molto del suo appeal. Resta quindi «calda» la pista dell’«Italia di Mezzo», cioè il partito dell’ex leader Udc Marco Follini che sta facendo shopping di consiglieri regionali in tutta Italia.