L’Udc triplica i voti: «E ora ridateci il posto in giunta»

Ma il governatore replica: «Non c’è fretta, vedremo»

Chiara Campo

Un exploit. Solo in città, l’Udc ha più che triplicato i voti rispetto alle politiche del 2001, passando dall’1,6 per cento dei consensi al 5,3% per la Camera e al 5,1 per il Senato, e sorpassando pure la Lega. In Lombardia, la percentuale sale addirittura al 5,8 per cento. Un successo che al nord è giunto quasi inaspettato. E ora il partito di Pierferdinando Casini gioca al rialzo. Prima in Regione, poi in Comune, anche se finora - sembra - senza grossi esiti. Il coordinatore regionale Luigi Baruffi assicura: «L’Udc è uscita da una palude melmosa che le impediva di crescere, il partito stentava a decollare, guardava solo a politiche interne. Oggi siamo consapevoli di avere un ruolo maggiore, e chiediamo di avere pari dignità all’interno della Cdl: ci è dovuta, non regalata». Sono finiti, puntualizza il capogruppo regionale Mario Scotti, i tempi in cui «ci veniva sempre rinfacciato “vi abbiamo regalato 50 deputati”, non si potrà più dire». E dunque, «alla luce dei risultati elettorali» - refrain che in casa Udc d’ora in avanti verrà tirato in ballo sovente - già oggi Baruffi chiederà al governatore Roberto Formigoni di fissare un incontro subito dopo Pasqua per risolvere «l’annosa questione del posto in giunta all’Udc», dopo che Domenico Zambetti, passando alla Nuova Dc, ha lasciato «scoperto» l’assessorato alla Qualità dell’ambiente. «Chiediamo che ci sia restituito - anticipa Baruffi -. L’effetto Udc in Regione si vedrà, finora abbiamo avuto poca visibilità, adesso cambieremo marcia». Ma il governatore non si fa intomorire: «Se riassetto dovrà esserci - precisa Formigoni -, ci sarà tempo e modo per provvedere a tutto, in maniera sollecita e non affrettata. Tutti hanno diritto di chiedere, dopo di che la decisione spetta al presidente».
Il coordinatore regionale dell’Udc intende inoltre chiedere le dimissioni a chi è stato eletto a una carica con i voti dell’Udc e poi ha cambiato partito, e si augura che «ora si eviti la transumanza, da entrambe le parti». Il segretario provinciale Salvatore Papa torna alla carica contro Zambetti e sostiene che oltre che da assessore, «se ha dignità, dovrebbe dimettersi anche da consigliere regionale, visto che ha ottenuto il posto coi voti dell’Udc». Ma il segretario nazionale della Nuova Dc, Gianfranco Rotondi, ribatte che «Zambetti resta al suo posto perchè questi sono i patti con Berlusconi e con tutta la Cdl, d’altra parte non è escluso che in autunno si torni a votare in Lombardia». Ipotesi, quella di una nuova tornata elettorale per le regionali se Formigoni opterà per un futuro da senatore, che Baruffi vorrebbe escludere: «Sarebbe giusto che restasse in Lombardia, per rispetto agli elettori che lo hanno votato».
Ma il pressing dell’Udc si farà sentire anche in vista della corsa per Palazzo Marino. «Occorre verificare se il programma di Letizia Moratti risponde ai valori sostenuti dall’Udc - puntualizza Papa -. Se sarà così, non faremo mancare il nostro appoggio leale, altrimenti ci riserviamo ogni valutazione di merito». Argomento che sarà al centro della riunione del coordinamento regionale già in programma per il 18 aprile. E Baruffi precisa: «Nel programma vorremmo vedere un’attenzione particolare ai valori del mondo cattolico che ci ha votato, e capire la connessione tra partiti e lista civica». La lista civica, sostiene Papa, «appare superflua, serve se allarga il consenso, ma a Milano i partiti della Cdl hanno raggiunto il 52,6% dimostrando che già da soli possono determinare la scelta del sindaco. È urgente un confronto diretto con la Moratti». Ma la candidata Cdl replica che sulla lista non ci saranno dietrofront, «è già stata concordata con i leader della Cdl fin dall’inizio».
Nella valutazione sulla crescita dell’Udc al nord, Luigi Baruffi ha sottolineato l’«effetto Casini», capolista per la Camera: «Il nord non è più la “Cenerentola” d’Italia per il nostro partito, e se Casini come mi auguro deciderà di scegliere il seggio da deputato conquistato a Milano segnerà un ulteriore passo avanti».