L’Udc vuole fare l’ago della bilancia

La sfida per le regionali, alla fine, l’ha lanciata per prima l’Udc. L’alleato più corteggiato da Pd e Pdl nel Lazio ha battuto sul tempo i due principali concorrenti della tornata elettorale 2010, presentando a quattro mesi dal voto un programma e un possibile candidato, il segretario regionale Luciano Ciocchetti. «Se Pierferdinando Casini mi chiederà di candidarmi sono pronto a farlo», ha detto Ciocchetti. Il tutto mentre nel centrodestra riprende quota la candidatura di Renata Polverini, dopo che Tajani è rimasto al suo posto in Europa, anche se qualcuno tira fuori il nome di Beatrice Lorenzin. E il centrosinistra continua a fare la corte a Nicola Zingaretti, che in più occasioni a ribadito il suo «no, grazie». Il toto-candidati impazza e nella rosa ci sono anche Giovanna Melandri e Enrico Gasbarra. Ma nulla è deciso. Tanti gli esponenti di Pd e Pdl che ieri hanno partecipato agli stati generali del Centro, dal neo segretario dei democratici Alessandro Mazzoli, al vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino, dal presidente del Consiglio Comunale di Roma Marco Pomarici al vicecoordinatore vicario del Pdl di Roma Luca Malcotti. Tutti a testimoniare, con varie sfumature, l’interesse per il programma e per «un’intesa». Ma l’Udc non decide, e per ora sta a guardare e si dice pronta a correre da sola. «Non abbiamo paura di fare una corsa autonoma - sottolinea Ciocchetti - lo abbiamo dimostrato già alle politiche e alle comunali di Roma. Le alleanze si possono costruire solo sulla base dei programmi». Che, almeno fino a questo momento, incalza, mancano sia al Pd che al Pdl. «Chi vuole pensare a un’alleanza con noi dovrà sottoscrivere il programma parola per parola, altrimenti non se ne fa nulla», ha rincarato il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa.