L’udienza «vietata» è stata un autogol

L’esemplare comportamento di Silvio Berlusconi, da più parti sottolineato, che ha dichiarato di non voler partecipare all’udienza concessa dal Papa al Partito Popolare Europeo, ha tappato tempestivamente la bocca a quanti avevano accusato il leader della Cdl di voler trasformare tale eventuale incontro in uno spot elettorale a suo vantaggio, e li ha fatti sprofondare nel più totale imbarazzo, tanto da costringere alcuni di loro, per non cadere ulteriormente nel ridicolo, a riconoscere la bontà e, soprattutto, l’importanza della scelta assunta dall’onorevole Berlusconi.
Ma questo episodio dà ancora una volta la conferma di come la sinistra non perda occasione per rovesciare la verità, e questa volta nella maniera più smaccata. Sembrerebbe infatti che Berlusconi mai avesse espresso l’intenzione di partecipare a tale udienza, non essendo lui parlamentare europeo e/o delegato, e tanto meno che egli avesse ricevuto un esplicito invito dal Papa.
Al contrario abbiamo dovuto leggere frasi come queste: «Il Papa non riceva Berlusconi», «Il Papa non incida sulla campagna elettorale», «La solita ingerenza della Chiesa nella politica italiana», «Il Concordato è finito», e altre facezie di questo genere, e constatare con profondo rammarico che addirittura si era istituito un sito dove raccogliere le firme di adesione ad una lettera che un sacerdote genovese, opportunamente e giustamente ripreso dal suo vescovo, aveva scritto (nientemeno) al Papa per dettargli la sua agenda, «richiamandolo» ed «invitandolo» a non ricevere l’onorevole Berlusconi.
Da persone oneste e raziocinanti: chi secondo voi ha cercato di strumentalizzare l’udienza papale a fini politici, udienza notasi, fra l’altro, fissata in tempi non sospetti, molto prima che si potesse sapere la data delle elezioni? La risposta è troppo ovvia, per chi appena ragiona con un minimo di serietà.
Ed ecco che il presunto spot elettorale che avrebbe architettato Berlusconi, gli è stato gratuitamente offerto su un piatto d’argento dai suoi incauti oppositori che, coscienti della figuraccia fatta, hanno dovuto fare (almeno i meno facinorosi) marcia indietro, con tante scuse! Con la conseguenza che questa clamorosa gaffe, che ha messo in evidenza la solita pochezza di idee e nervi scoperti, porterà molte più preferenze al centrodestra, di quelle che avrebbe portato la fugace stretta di mano tra il Pontefice e l’onorevole Berlusconi, che ci auguriamo potrà, invece, avvenire, con pace e tranquillità, ad elezioni compiute, in occasione della rituale visita ufficiale in Vaticano del presidente del consiglio.