L’Udinese accende un cero a Candela

Impresa bianconera: sotto di un gol a 10’ dalla fine ribalta la situazione. Ora basta un pari col Barça

Marcello Di Dio

nostro inviato ad Atene

Nello stadio Spyros Louis di Atene il maratoneta Baldini coronò il sogno dell’oro olimpico. Quindici mesi dopo, nello stesso stadio, si alimenta il sogno dell’Udinese di proseguire l’avventura in Champions League. «La nostra vittoria l’abbiamo già ottenuta a Lisbona quando avevamo conquistato un posto tra le grandi d’Europa», aveva sentenziato Cosmi alla vigilia. Quasi a esorcizzare la tradizione che in Grecia vedeva l’Udinese sembra sconfitta (vedi Paok Salonicco e Panonios in Coppa Uefa). In realtà la vera impresa è quella di ieri sera: una partita trascorsa senza mai creare serie occasioni da gol, ma conclusa con un finale incredibile nel quale capovolge il risultato in tre minuti. C’è il solito zampino di Iaquinta, che dopo la tripletta dell’andata si ritrova sui piedi il pallone dell’1-1 dopo il rinvio corto di Kotsios, ma anche il fantastico gol dal limite di Candela (non nuovo a reti spettacolari, come il cucchiaio alla Lazio in campionato).
Ora il secondo posto nel girone, grazie anche al netto successo del Barcellona sul Werder Brema, non è più un’utopia. Ai friulani basterà infatti un pari con Ronaldinho e compagni per accedere agli ottavi.
Coraggiosa la scelta di Cosmi di schierare il tridente dall’inizio. C’è Iaquinta, eroe dell’andata, in dubbio fino all’ultimo per un dolore all’alluce destro. E dal primo minuto c’è anche il «veterano» Sensini, pur sofferente al polpaccio. Il 4-4-2 greco è orchestrato da Flavio Conceicao e dall’ex laziale Ezequiel Gonzalez, mentre davanti agisce la coppia formata dal giovanissimo e promettente Mantzios, già in gol contro il Werder Brema, e da Papadopoulos.
La pioggia, caduta ininterrottamente su Atene, non dà tregua nemmeno nei 90 minuti. Il match non è brillante, nella prima mezz’ora si assiste a semplici schermaglie. Nell’ultimo quarto d’ora la pressione del Panathinaikos si fa più insistente e si concretizza con un sinistro secco di Leontiou che finisce sull’esterno della rete, con la traversa colpita di testa da Kotsios e con il gol di Charalabidis. Gentile regalo di Muntari (inguardabile il suo passaggio a centrocampo) e di Felipe, che si addormenta mentre il suo avversario segna. Ennesimo peccato di gioventù in Champions del giovane difensore brasiliano dopo aver perso palla su Messi a Barcellona e aver siglato un clamoroso autogol in casa con il Werder Brema.
L’Udinese rientra in anticipo sul terreno di gioco, decisa a rimettere sui binari giusti la partita. La squadra di Cosmi ci mette impegno, generosità e nulla più. Di tiri in porta nemmeno l’ombra, anche quando Cosmi decide di sostituire un esausto Di Natale con Barreto. Anzi è De Sanctis che deve superarsi su una punizione pennellata da Flavio Conceicao. Ma il Panathinaikos non sembra irresistibile, Di Michele cerca spazi nell’area greca e trova un tiro dal limite deviato in angolo. Ma il finale dei bianconeri è incredibile: al 35’ Iaquinta infila in rete una palla vagante rinviata malamente da Kotsios, tre minuti più tardi Candela trova l’angolino alla sinistra di Galinovic. Esulta Cosmi, l’Udinese ottiene l’impresa.