L’Udinese le prova tutte ma Pagliuca fa i miracoli

Roberto Zanitti

da Udine

La fabbrica del gol incrocia le braccia. L’Udinese che aveva piegato Torino e Fiorentina e incantato per un’ora abbondante Marassi, sospende la produzione davanti ad un Ascoli onesto, organizzato e laborioso complesso di periferia che Attilio Tesser (ex a queste latitudini, sia come giocatore ai tempi di Zico, sia in qualità di allenatore della Primavera) sta provando a tenere vivo in una realtà onestamente esagerata rispetto alle risorse disponibili. I marchigiani escono dunque dal Friuli con un pareggio meritato. Le occasioni non sono comunque mancate: Muntari, Pinzi e Iaquinta hanno infatti avuto in dotazione perle preziose, ma il sempiterno Pagliuca e una certa dose di imprecisione hanno impedito ai friulani di uscire dal pantano di una gara stregata. L’Ascoli un golletto era anche riuscito a realizzarlo: Herberg vanificava però la zampata di Cudini, sanzionando un fallo di... confusione.