L’Ue «apre» a Suez-Gdf

Il commissario Barroso: «Dialogo fruttuoso» con Parigi. Ma il Belgio resta contrario alla fusione

Paolo Giovanelli

da Milano

Il governo francese sembra aver segnato un importante punto a suo favore nella vicenda Suez-Gdf: ieri il presidente della Commissione Ue, lo spagnolo José Manuel Durao Barroso, in una conferenza stampa congiunta con il premier francese Dominique de Villepin ha detto che sulla questione esiste un «dialogo fruttuoso» tra Parigi e Bruxelles. Barroso ha aggiunto che comunque «la vicenda è sotto l’esame della Commissione, per ora serve la massima prudenza, ma sono state discusse alcune soluzioni che potrebbero andare nella giusta direzione». I tempi previsti per il pronunciamento Ue vedono un limite massimo al 17 novembre: entro quel giorno Bruxelles dovrà pronunciarsi sulle risposte date da Parigi alle osservazioni avanzate sulla fusione Suez-Gdf.
Il governo belga resta però contrario alla fusione, almeno nei termini in cui viene proposta da quello di Parigi, e non è soddisfatto delle risposte date da Gdf e Suez alla Commissione. Il premier Guy Verhofstadt punterebbe ad avere almeno tre operatori elettrici: in questo caso si aprirebbe uno spazio per l’Enel che potrebbe acquisire alcune centrali di Electrabel.
Ieri Villepin ha anche affermato che il mercato francese è aperto alle offerte straniere, ma solo se queste sono amichevoli. «Possiamo sostenere il patriottismo europeo, ma a condizione che alcune regole vengano rispettate», ha spiegato il premier, spiegando che i criteri sono soprattutto le «basi amichevoli» dell’offerta. «L’offerta dell’Enel non rispettava questi princìpi - ha precisato -, per noi è importante stabilire una strategia europea complessiva sull’energia, innanzi tutto per consentire l’emergere di campioni europei, magari sulla base dei campioni esistenti, per perseguire la creazione di un mercato europeo». C’è da tener presente che in Francia esiste il numero mondiale dell’energia, Edf, e che la fusione Suez-Gdf farebbe nascere un altro importante gruppo del settore (oltre che in quello ambientale). In Europa solo la tedesca E.On (se riuscirà nella sua Opa su Endesa) potrà collocarsi a livelli non troppo lontani da Edf. Villepin ha detto che «si tratta del progetto che stiamo tentando di difendere in Francia per quanto riguarda l’energia» e ha anche aggiunto di essere favorevole alla creazione «di un grande mercato europeo dell’energia».
Intanto all’Assemblea francese prosegue il dibattito sulla privatizzazione di Gdf: l’opposizione ha presentato migliaia di emendamenti, ma ha accettato di arrivare a una votazione il 3 ottobre, dopo la conclusione del dibattito, prevista per il 29 settembre.