L’Ue fa quadrato contro il super euro

La linea comune verrà stabilita l’8 ottobre dall’Eurogruppo Londra si chiama fuori: mai discusso di un nostro appoggio

da Milano

La strategia verrà messa a punto l’8 ottobre in Lussemburgo, durante la riunione dell’Eurogruppo. Ma fin d’ora, l’Unione europea sembra determinata a sollecitare una presa di posizione ancor più decisa contro la volatilità dei cambi, con particolare riferimento al super euro, in occasione del vertice G7 di fine mese a Washington. La forza della moneta unica, giunta fino a un massimo di 1,4283 dollari, sta suscitando crescenti preoccupazioni tra i governi a causa delle ripercussioni sull’export, in un momento in cui la crisi di liquidità sul mercato del credito «non è ancora finita», come ha detto ieri il governatore della Banca di Francia, Christian Noyer.
Non potendo contare sull’aiuto della leva monetaria (domani la Bce, nella migliore delle ipotesi, manterrà i tassi invariati al 4%, mentre è atteso un nuovo taglio da parte della Federal Reserve) e risultante sostanzialmente inefficaci le parole spese dall’amministrazione Bush a favore del dollaro forte, l’Ue deve giocare la carta G7. «Non credo che nessuno direbbe che c’è un ampio margine per un ulteriore apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro e lo yen», ha detto una fonte vicina ai preparativi per l’Eurogruppo. Secondo un’altra fonte, «l’obiettivo è ottenere dal G7 toni più forti».
Se all’inizio la Francia sembrava isolata nella sua battaglia contro l’apprezzamento dell’euro (a Parigi si imputava di usare il grimaldello dell’euro per convincere una riluttante Bce a ridurre i tassi), ora le posizioni dell’Europa non sono molto distanti, con il ministro delle Finanze spagnolo David Vegara in sintonia con quanto ribadito ieri dalla collega francese, Christine Lagarde. Perfino la Germania, in genere corazzata contro i rischi di cambio, ha manifestato i propri timori per le performance del commercio estero. E in Italia, la Confindustria ha stigmatizzato, attraverso le parole del presidente Luca Cordero di Montezemolo, l’esuberanza della moneta unica. «Nessuno in pubblico ha detto di essere d’accordo con i francesi - ha spiegato un’altra fonte - ma un certo grado di inquietudine sta prendendo piede. L’euro oltre 1,40 dollari inizia semplicemente a far male».
Ora si tratta di vedere fino a che punto l’Ue riuscirà a forzare la mano al G7. Un’intesa con Stati Uniti e Giappone spianerebbe la strada a un comunicato finale teso a riequilibrare i rapporti di cambio. Ieri sui mercati si era tra l’altro sparsa la voce di un possibile appoggio all’Ue fornito dalla Gran Bretagna, ma Londra si è subito chiamata fuori: «Non ci sono state discussioni con la Gran Bretagna in vista del G7 - ha chiarito una fonte -, né si tratta di una questione per il coordinamento all’interno dell’Unione europea».