L’Ue pensa alle donne Finalmente

Qualcosa si muove per le donne europee. Almeno così pare. Una notizia che sulla carta suona bene e sembra un regalo per l'8 marzo: per diminuire le disparità tra uomo e donna in Europa, la Commissione Ue ha lanciato qualche giorno fa un piano di cinque anni che punta a restringere (finalmente) il divario nelle retribuzioni e aumentare (finalmente) la presenza femminile nelle posizioni decisionali (chi scrive è di parte). È prevista anche la creazione di un istituto europeo per la raccolta dei dati sul fenomeno, finanziato da Bruxelles con 50 milioni di euro. Insomma, come ha sottolineato il commissario Ue per il lavoro e affari sociali, il ceco Vladimir Spidla, «le pari opportunità sono un principio in sé, a prescindere dalle conseguenze economiche negative che derivano dalla disuguaglianza di genere». Una bella notizia in un'Europa allargata che potrebbe così utilizzare al meglio il suo potenziale umano. In concreto, la «road map» lanciata lo scorso 3 marzo prevede 21 interventi a favore della «parità di genere», da condurre da qui al 2010. Tra le priorità la lotta al divario nelle retribuzioni, che, secondo i dati della Commissione, sono per le donne in media inferiori del 15% rispetto ai colleghi maschi. Invece, riguardo alla scarsa rappresentazione femminile nei posti decisionali, tra i manager europei le donne sono soltanto il 30% e nelle posizioni manageriali di spicco appena il 2,2%. Così è.
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