L’Ue rivuole da Bassolino i soldi regalati a Elton John

«Canta, che ti passa...», dicono a Napoli. Ma qui i guai sono venuti proprio dalle canzoni. Non quelle dei neomelodici (i cui concerti - a prezzi stracciati - in Campania vanno via come il pane, anzi la pizza), ma le canzoni del grande Elton John che, per le sue esibizioni, si fa invece pagare a peso d’oro. Il problema nasce però da chi - questo «oro» - è disposto a concederlo, magari mettendo mano ai fondi incassati dall’Unione europea per lo «sviluppo regionale». Esattamente ciò che ha fatto la Regione Campania l’11 settembre 2009 a Napoli per la tradizionale festa di Piedigrotta. Peccato che spacciare un concerto musicale da 720mila (settecentoventimila) euro per un’occasione di «sviluppo regionale», sia impresa disperata anche per chi - ancora oggi - ha la faccia di bronzo di difendere la «bontà strategica» della scelta. Una decisione che porta la firma dell’allora governatore, Antonio Bassolino, che dinanzi al mostruoso cachet di Elton John non fece un plissè né si fece prendere dal ballo di San Vito (magari per non offendere San Gennaro) quando gli fu detto che quei 720mila dovevano essere stornati dal «tesoretto» riservato dalla Ue alla Campania.
Ma ora che lo scandalo è venuto fuori, Bruxelles ha deciso di chiedere il rimborso dei famigerati 720mila euro, come ha reso noto ieri il portavoce della Commissione europea; il quale ha precisato che «la somma sarà dedotta dalla prossima erogazione di fondi strutturali per lo sviluppo regionale».
«Abbiamo mandato una lettera alle autorità italiane - ha detto Ton Van Lierop, a nome del Commissario europeo per le Politiche regionali, Johannes Hahn -. Nella missiva abbiamo spiegato che il contributo, che era stato erogato direttamente dalla Regione Campania, è stato ritenuto non regolare perché per le manifestazioni culturali i fondi per lo sviluppo regionale possono essere usati solo quando si tratta di manifestazioni “strutturali” e di lungo termine. Nel caso del concerto di Napoli, invece, si trattava di un evento “one spot”». Vale a dire un evento che si è esaurito nell’arco di brevissimo tempo; che non ha certo contribuito in alcun modo allo «sviluppo» del territorio campano. Anzi, l’effetto è stato opposto: con tanto di figuraccia internazionale. Come dire, questi campani prima battono cassa in Europa per avere dei finanziamenti e poi li sperperano regalandoli a Elton John... Un «giochetto» che ha richiamato anche l’attenzione della magistratura, tanto che il 26 agosto scorso è emerso che la Procura di Napoli aveva aperto una inchiesta sul finanziamento; ipotesi di reato: abuso di ufficio.
Nei giorni scorsi è stato il deputato della Lega Nord, Mario Borghezio, ad attivare l’indagine della Commissione europea presentando una interrogazione scritta al Commissario Hahn nella quale richiamava «l’attenzione sul vergognoso utilizzo dei fondi europei per il concerto tenuto alla Festa di Piedigrotta (Napoli)».
«Evidentemente i leghisti come Borghezio preferiscono che Napoli sia sulle prime pagine dei quotidiani internazionali solo per i rifiuti», è la replica a Borghezio da parte di Riccardo Marone, già sindaco di Napoli, e assessore regionale al Turismo nel 2009, quando la Giunta di Bassolino decise di utilizzare 720mila euro dei fondi strutturali per il concerto di Elton John. «Se portare l’immagine di Napoli e della festa di Piedigrotta nel mondo non è promozione turistica, non so davvero cosa possa esserlo», conclude Marone.
Il 10 novembre Borghezio aveva informato che nella risposta alla interrogazione Hahn aveva affermato che la Commissione intendeva «verificare scrupolosamente la regolarità e la rimborsabilità di tali spese visto il valore aggiunto dell’iniziativa nonchè l’impatto effimero e non strutturale sull’attività turistica nella regione». Ieri la sentenza: quei soldi bisognerà restituirli.
Altro che «Canta, che ti passa...».