L’Ue: «Si può ridurre il silos ingombrante»

«Il silos a due piani in via Gallino, a Pontedecimo deve essere ridotto come hanno chiesto ben 4mila e 500 abitanti della zona esasperati dalla situazione che si è venuta a creare per quanto riguarda la viabilità». Non ha dubbi Giuseppe Murolo, consigliere comunale di Alleanza Nazionale, che per dirimere la delicata questione ha presentato al Comune, allegata a una propria interpellanza, la risposta all’interrogazione della parlamentare europea Cristiana Moscardini presentata in Commissione europea.
«Il Comune ha costruito il silos usufruendo di finanziamenti della comunità europea - spiega Murolo - tuttavia tale costruzione ha reso molto difficoltosa la viabilità della zona, creando un senso unico alternato e un restringimento delle carreggiate. Nonostante ciò il Comune ha sempre rifiutato di demolire almeno in parte la costruzione, sebbene i residenti in zona abbiano richiesto più volte qualche provvedimento in tal senso».
Oggi la strada è stata ristretta nonostante il traffico sia molto intenso. Si è programmato lo scorrimento a senso unico alternato, con semaforo a tre tempi che - sostengono gli abitanti - crea code chilometriche. «Il silos - scrive l’europarlamentare Muscardini - dovrebbe ospitare cinquecento posti macchina, ma per realizzarlo ne sono stati tolti 102 per rendere il traffico più scorrevole». E i problemi non finiscono qui. «Pare che la rampa per handicappati - continua - concepita in un secondo tempo non supererà il collaudo e quindi il secondo piano non verrà utilizzato. Senza contare che più volte al giorno i camion si incastrano contro il muro di via Campomorone, una delle strade che si inserisce a Pontedecimo, bloccando la circolazione all’incrocio». L’amministrazione, sebbene consapevole che qualcosa nel progetto dovrebbe essere rivisto a posteriori, sostiene che l’opera non può essere modificata dato che è stata edificata con soldi dell’Unione Europea.
La risposta della Commissione tuttavia ha fugato i dubbi. «Se sarà il caso il Comune dovrà ritornare soltanto i soldi destinati alla parte demolita e non a tutta l’opera - spiega Murolo che ha letto con attenzione la risposta di Danuta Hubner membro della Commissione -. Spetta comunque ai responsabili locali del progetto e dunque al Comune cercare una strada per rispondere alle esigenze dei cittadini».