L’Ue vara le nuove sanzioni contro il regime birmano

da Lussemburgo

Divieto di esportare materiale tecnico nei settori del legname, dell’estrazione dei metalli, delle pietre preziose e semipreziose, divieto di importare questi prodotti dalla Birmania e di investire in questi settori. Sono queste le misure restrittive aggiuntive decise ieri a Lussemburgo dai ministri degli Esteri Ue per «aumentare la pressione diretta» sulla giunta militare birmana.
L’Ue, «alla luce della gravità della situazione e in segno di solidarietà col popolo birmano», adotterà un pacchetto di misure che «non danneggia la popolazione, ma che è mirata contro i responsabili per la violenta repressione e per lo stallo politico nel paese», si legge nelle conclusioni nelle quali si segnala la disponibilità dei Ventisette a «rivedere emendare o rafforzare queste misure alla luce degli sviluppi sul terreno e dei risultati della missione del rappresentante Onu Ibrahim Gambari.
I ministri Ue hanno anche discusso la questione della nuova ripartizione dei seggi all’Europarlamento, che vede l’Italia penalizzata. La presidenza di turno portoghese valuterà «nel prossimo paio di giorni» se presentare una proposta di compromesso per venire incontro all’Italia, contraria alla nuova ripartizione dei seggi basata sulla popolazione e non sui cittadini aventi diritto di voto, e che pone fine alla tradizione parità con Gran Bretagna a Francia. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri di Lisbona, Luis Amado. «Abbiamo un paio di giorni per analizzare la situazione e valutare se è necessario fare delle proposte», ha risposto Amado a una domanda diretta sull’argomento. Il ministro ha ribadito che la presidenza portoghese vorrebbe risolvere la controversia al Consiglio europeo di giovedì e venerdì prossimo a Lisbona, insieme a un accordo sul nuovo Trattato Ue, anche se dal punto di vista giuridico non è obbligatorio.