L’uliveto di Quarto in Parlamento

I paladini dell’uliveto di Quarto arrivano in Parlamento. I deputati dei Verdi Camillo Piazza e Roberto Poletti, su istanza della compagna di partito genovese Cristina Morelli, hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro per i Beni e le attività culturali e al ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare in cui scrivono «il sito dell’uliveto rappresenta un’area di particolarissimo interesse ambientale ed archeologico in merito alla quale la Soprintendenza per i beni Archeologici della Liguria si è espressa in data 30 marzo 2006 definendola come parte di un sistema di mulattiere medioevali nonché rarissimo esempio di uliveto murato analogo ad altri esempi della Liguria di Levante, ora scomparsi...». I paladini del verde denunciano infatti «un progetto di lottizzazione urbanistica che prevede la realizzazione di palazzi e autorimesse che comprometterebbe in maniera irrevesribile le caratteristiche ambientali, archeologiche e storiche del sito». In pratica il progetto comporterebbe l’irreversibile cementificazione dell’area con l’inserimento di limitate piantumazioni sulla copertura, destinata anch’essa a parcheggio e l’impossibilità di ripristino delle alberature ad alto fusto che adesso sono presenti.
Da qui la richiesta al governo di pretendere dalla direzione regionale ligure del ministero per i Beni e le Attività culturali «precise assicurazioni affinché venga applicata una tutela efficace e globale dell’uliveto di Quarto attraverso il divieto a qualsiasi realizzazione di intervento urbanistico di trasformazione del sito che ne deturpi le caratteristiche ambientali, archeologiche e storiche».
Intanto in attesa della risposta dei due ministri è partita anche una mobilitazione del popolo di internet. Sul sito www.associazionefinisterre.it è stata attivata una petizione popolare volta a chiedere alla soprintendenza regionale ligure l’istituzione urgente di un vincolo di salvaguardia «integrale» che tuteli definitivamente questo suggestivo luogo della memoria, «che sinora solo la mobilitazione popolare ha salvaguardato dalla distruzione», dicono i volontari dell’associazione.
Va anche considerato il fatto che la Regione Liguria ha manifestato formale interesse per inserire l’area nel circuito culturale in collegamento con il museo di Storia e cultura contadina in linea con le direttive europee sulla conservazione attiva utilizzando la vecchia e pittoresca costruzione rurale per ospitare una struttura dell’antica arte olearia.