L’uliveto è salvo, ma le palazzine si faranno

Francesco Gambaro

L'uliveto murato di Quarto è sempre più un giallo. L'ultimo capitolo è stato scritto ieri, durante il sopralluogo compiuto all'interno dello storico manufatto dalla terza commissione urbanistica di Tursi. E per gli abitanti di via Scala, via Antica Romana della Castagna e via Ribaldone si è trattato di una doccia gelata. Perché l'uliveto dovrebbe essere salvo, ma le due palazzine contestate (di venti appartamenti e altrettanti box) si faranno lo stesso. Questo almeno è l'orientamento emerso dal sopralluogo, al quale hanno preso parte i consiglieri comunali Bernabò Brea, Murolo, Praticò (An), Repetto (Udc), Cecconi (Forza Italia) e poi Lecce, Molfino, Biggio, Burlando, Fedrazzoni dei Ds, Delogu (Comunisti italiani), Biggi e Basso (Margherita), Cosma e Pilu (Gruppo Misto), Poselli (Rifondazione) e Brignolo dei Verdi. Per il presidente della commissione urbanistica, Fulvio Molfino, «nel progetto di via Scala non viene toccato nulla dell'uliveto, che anzi verrebbe salvaguardato con la creazione di un parco a uso pubblico. Ora, infatti, quest'area è inaccessibile e non può essere visitata da nessuno».
Va detto, però, che il progetto del gruppo Fossati non è ancora passato in commissione edilizia e attualmente si trova in conferenza dei servizi. Ma ciò non basta a placare gli animi del comitato che da mesi si batte per tutelare l'antico uliveto nella sua interezza. Spiega Enrico Dellachà, a nome dei cittadini: «Abbiamo presentato un progetto alternativo all'edificazione delle due palazzine, che prevede il mantenimento della conduzione agricola dell'uliveto e dell'orto precolombiano.
E la Regione sta valutando la possibilità di un finanziamento nell'ambito della valorizzazione dell'Aurelia Romana. Il Comune, che è già proprietario di una parte dell'area, potrebbe acquistare anche il resto del lotto". Ma non è così semplice. Tanto più che i progettisti, per ottemperare alle sollecitazioni della Sovrintendenza, hanno già apportato alcune modifiche al disegno su via Scala. "Tutte le opere che potevano interferire con la conservazione e il ripristino dell'uliveto sono state eliminate», assicura l'ingegnere Leonardo Lepore. Che aggiunge: «La parte a ponente del rio fontagne, dove si trova l'uliveto, non verrà assolutamente toccata e non verrà costruito nessun campo da tennis». Intanto Bernabò Brea (An) ha chiesto che nelle prossime settimane venga ascoltato in Consiglio comunale, Tiziano Mannoni, presidente dell'istituto internazionale degli studi liguri, e massimo esperto dell'uliveto di Quarto.