L’Ulivo cambia idea e s’intrufola nel corteo

Colpo di scena. Anche il centrosinistra parteciperà alla fiaccolata di lunedì organizzato dopo l’appello contro la criminalità lanciato da Letizia Moratti. Ad annunciarlo l’onorevole Pierluigi Mantini, membro della commissione Giustizia dell’Ulivo. «La firma dell’intesa tra sindaci e governo - spiega - cambia radicalmente il senso della manifestazione. Ora c’è un impegno forte e comune sulla sicurezza, per questo sarò in prima fila con altri esponenti della Margherita e dell’Ulivo».
Il sindaco incassa, ma il giorno dopo la firma del protocollo «romano» lancia l’ultimatum. «Dopo mesi di silenzio, in pochi giorni si è sbloccato tutto - aggiunge - Una tappa significativa, ma il governo ora ha due mesi di tempo per mantenere le promesse». Bene l’impegno a definire «patti per la sicurezza» con le città metropolitane, benissimo il gruppo di lavoro con i sindaci di Milano e Roma «superconsulenti» sui temi del degrado e della criminalità, ma dopo le buone intenzioni si aspettano i fatti. Che per Milano sono sempre «500 agenti, nuove leggi e risorse economiche». Nessun passo indietro, quindi, sulle richieste presentate più volte al governo Prodi. «I risultati si devono proprio alla pressione che Milano ha esercitato in virtù della mobilitazione annunciata. Ora la guardia non va abbassata perché all’intesa positiva su un percorso seguano fatti e risposte concrete». Le stesse che chiede il vicesindaco. «Ricordo al governo che Milano - sottolinea Riccardo De Corato - è già la città più videosorvegliata d’Europa, ha già le pattuglie miste e ha già anche il collegamento tra le centrali operative. Se è questo che ci offrono, io dico che la città ha bisogno di altro. Così come da tempo chiediamo. Inutilmente, finché la minaccia di una manifestazione, che non è ancora nemmeno partita, li ha miracolosamente costretti a darci retta». E un «pacchetto di norme» da varare per facilitare il compito degli amministratori, Palazzo Marino ce l’ha già pronto. L’inasprimento delle pene per chi truffa gli anziani, chi abusa dei minori, per le violenze sessuali, per i graffitari e per chi deturpa il patrimonio pubblico. Una polizia locale che possa accedere alla banca dati centrale delle forze dell’ordine, ma anche la schedatura del Dna per i condannati a oltre un anno di reclusione. In Inghiletrra già funziona e ha permesso di raddoppiare gli arresti.
Intanto sulla fiaccolata di lunedì interviene anche il prefetto. «I sindaci fanno parte del sistema - ha detto ieri durante un’intervista a Radio 105 - e una parte del sistema che manifesta contro il resto del sistema per certi versi effettivamente è atipico. Io manifestare? I prefetti non manifestano per un antico costume». Secca la replica del sindaco. «Sono un cittadino milanese e vivo i problemi quotidiani dei miei concittadini. Ho semplicemente lanciato un appello per dare voce a migliaia e migliaia di richieste che mi erano arrivate e che fino a ieri erano rimaste inascoltate».