L’Ulivo candida sindaco la SuperMarta dimezzata

(...) Il bello è che tutto questo lo dice tranquillamente Claudio Burlando in tv. Lo fa a modo suo, certo, in politichese, ma neppure troppo. Dai microfoni di Telecittà annuncia che «Marta Vincenzi e Mario Margini lavoreranno insieme per il governo della città». Ieri sera, alle 19.30, di fronte a Giovanni Giaccone e Simone Gallotti, conduttori di «Zona Rossa», il presidente della Regione Liguria precisa che il candidato dell'Ulivo alle elezioni primarie sarà Marta Vincenzi, «come sancirà l'assemblea congressuale di giovedì (domani, ndr)». Come dire, appunto, che l’assemblea congressuale non servirà a niente, perché dovrà solo prendere atto di quello che è stato già deciso, con il passo indietro di Margini (o forse meglio, con il mezzo passo indietro di entrambi i candidati).
«L'accordo che si profila - continua Burlando - è che queste due personalità politiche lavoreranno insieme per Genova. Dopo tanti mesi in cui si è usata la congiunzione “o” adesso possiamo usare la congiunzione “e”», afferma il governatore ipotizzando un tandem alla guida della giunta comunale di Genova, con Mario Margini assessore con ampie deleghe. La lezione di analisi grammaticale serve a spiegare che Marta, ex Super, avrà potere di firma «congiunta» con Margini e da sola, senza il via libera del compagno, potrà fare ben poco. Questo sempreché esca vittoriosa dalle primarie, dove la aspetta già Edoardo Sanguineti, forte del consenso mietuto anche in ampi settori della base Ds, critica per la spinta verso il Partito democratico. E sempreché la Margherita accetti non solo un sindaco Ds, ma addirittura due semisindaci Ds alla guida totale di Tursi.
La prima conseguenza è un’altra lite all’orizzonte: se Vincenzi diventerà sindaco infatti, al suo posto al parlamento europeo dovrebbe andare Massimiliano Costa, oggi vicepresidente della Regione. Il quale però non pare entusiasta della prospettiva, anzi. Il suo segretario, Rosario Monteleone, ieri ha già scandito che «dopo tanta fatica la Liguria non può restare senza eurodeputato, quindi Costa dovrebbe andare». C’era una volta Supermarta.