«L’Ulivo ci ha tradito»

Lo ammette apertamente lui stesso, Giacomo Bertone, leader del Partito dei pensionati: «Dopo tante promesse, il centrosinistra ci ha lasciato nel bagnasciuga. Eppure qualcosa abbiamo fatto, mi pare proprio, a livello locale e nazionale, per contribuire alla vittoria della coalizione di governo». Bertone snocciola i dati, che danno la dimensione del peso politico di un movimento abbondantemente utilizzato a livello di campagna elettorale e poi regolarmente abbandonato: 10mila voti a Genova (il 2,2 per cento degli elettori), 14mila voti in provincia (2 per cento) e 18mila in regione (in questo caso, l’1,8 per cento). In Italia poi, aggiunge il leader dei pensionati, «i nostri 340mila consensi alla Camera e i 350mila al Senato hanno contribuito decisamente a rovesciare la situazione a favore del centrosinistra». Non basta: Bertone rivendica i 21mila voti ottenuti in Campania che hanno fatto assegnare alla coalizione guidata da Romano Prodi i tre seggi decisivi in più al Senato.
Quando, però, si è trattato di essere conseguenti, insiste Bertone, ecco che il Partito dei pensionati è diventato superfluo: «Hanno moltiplicato i sottosegretari, i ministri junior e senior, i posti di sottogoverno, con i relativi costi in termini contabili e politici. Però, vai a capire perché, a noi non hanno offerto niente. O meglio: per dirla tutta, qualcosa ci hanno proposto...». Bertone ha delle remore a scoprire le carte sul «dietro le quinte», ma - precisa subito - «non perché fossimo noi a mercanteggiare, tutt’altro. In questo senso, possiamo parlare chiaro e a testa alta». Il leader dei Pensionati, per la prima volta, rivela che al presidente nazionale Giacinto Boldrini era stato «concesso» il posto di sottosegretario allo Sport: «Il contentino è stato rifiutato - spiega ancora Bertone - non perché non fosse adeguato, ma perché avrebbe significato per noi accettare qualcosa al di fuori della coerenza con la filosofia portata sempre avanti dal partito». Il risultato è una profonda riflessione sul ruolo futuro del movimento: Bertone sostiene che, adesso, «bisogna guardare al futuro. Dobbiamo interrogarci, per vedere quali posizioni assumere in occasione dei prossimi appuntamenti elettorali, nell’interesse esclusivo dei nostri elettori che, ricordiamolo, non sono esclusivamente pensionati». Le prospettive sono chiare: «Se venissero approvati due provvedimenti che ci stanno decisamente a cuore, e cioè l’eliminazione del cumulo e l’anticipo di cinque anni del pensionamento per chi ha familiari anziani da accudire, siamo pronti ad accettare, diciamo così, lo schiaffo che ci hanno dato. Altrimenti - è la conclusione lapidaria - siamo altrettanto pronti a far convergere i nostri consensi su chi ci dà la garanzia di ascoltarci. Precisiamo: siamo in serena attesa, e intanto rivendichiamo la nostra autonomia. Non ci spaventa l’opposizione, così come non ci lusinga troppo essere a tutti i costi in maggioranza».