L’Ulivo in coro: «Agenti violenti, disarmiamoli»

Sull’onda degli scontri di piazza avvenuti in occasione dei grandi summit internazionali, G8 di Genova in testa, il fior fiore della sinistra il 18 luglio 2002 ha presentato una proposta di legge per disarmare le forze dell’ordine. Da Pietro Folena a Rosi Bindi, da Marco Boato a Giuliano Pisapia, tutti a chiedere che «in generale, non devono essere utilizzate armi da fuoco, salvo quando un reo sospetto offra resistenza armata o metta altrimenti in pericolo la vita altrui, e altre misure estreme non siano sufficienti per fermare o arrestare il reo sospetto. E ogni volta che avvenga una scarica di arma da fuoco deve essere data pronta comunicazione alle autorità competenti». La premessa, per i firmatari, è che le forze dell’ordine, quando fanno il loro mestiere, eccedano sempre e commettano abusi su abusi