L’Ulivo isola il ministro: i soldi in più alle famiglie

I capigruppo in Parlamento contro Padoa-Schioppa sulla destinazione del
surplus derivante dalle imposte: «Le imprese hanno già avuto con la
Finanziaria». La protesta di Montezemolo. I sindacati: «Sui contratti pubblici risposte positive o sarà sciopero»

da Roma

«Le imprese hanno già avuto con la Finanziaria, ora è il momento di favorire le famiglie». Al termine di un vertice parlamentare di maggioranza a Montecitorio, il capogruppo dell’Ulivo Dario Franceschini indica le priorità del prossimo intervento fiscale: abolizione dell’Ici sulla prima casa, aliquota del 20% sugli affitti, rivalutazione delle pensioni più basse, ammortizzatori sociali. Una posizione, quella dei capigruppo di maggioranza, che contraddice palesemente il prudentissimo Tommaso Padoa-Schioppa. Al Forum di Cernobbio, il ministro dell’Economia aveva detto, infatti, che la riduzione delle imposta sarà effettuata «a partire dalle imprese».
Ormai il «tesoretto» fiscale, due miliardi e mezzo di extra gettito, è oggetto di aperta contesa fra il governo e la sua maggioranza. Il ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani invita alla prudenza: «Ne discuteremo in giugno - spiega dopo un incontro con gli investitori della City londinese -, ma prima di distribuire bisogna stabilizzare le entrate». Più aperto il titolare del Lavoro, Cesare Damiano: «Se le risorse in più risulteranno strutturali, una quota va indirizzata al sociale». E Linda Lanzillota, ministro degli Affari regionali, appoggia apertamente lo sconto Ici proposto da Margherita e Ds.
L’indicazione dell’Ulivo piace ai sindacati, ma non alla Confindustria. Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani giudica «saggia» la scelta di indirizzare alle famiglie gli sconti fiscali. Ma Luca di Montezemolo ribatte: una quota del surplus fiscale deve essere distribuita fra le imprese e i lavoratori. «Le destinazioni del surplus sono tre: debito pubblico, infrastrutture e meno tasse per chi le ha pagate regolarmente, cioè le imprese e chi ci lavora».
Il centrodestra rimprovera poi alla maggioranza di aver adottato una misura (il taglio dell’Ici prima casa) che aveva molto criticato ai tempi della campagna elettorale, quando venne proposta da Silvio Berlusconi. «L’Unione rinnega Padoa-Schioppa e copia Berlusconi - attacca Claudio Scajola - nel tentativo di recuperare l’emorragia di consensi subita in soli 10 mesi di governo».
Non manca infine una certa fibrillazione sul contratto del pubblico impiego: per il rinnovo servono infatti 2 miliardi. Per Raffaele Bonanni (Cisl) le risorse ci sono, Luigi Angeletti (Uil) è invece pessimista. Oggi i sindacati incontrano Padoa-Schioppa: senza risposte positive, dice il segretario Cgil Carlo Podda, sarà sciopero.