L’ultima atrocità degli uomini: i combattimenti tra cavalli

Signori e signore abbiamo il piacere di presentarvi l’ultima atrocità umana: i combattimenti tra cavalli. Dove? Ovviamente in Cina e poi in Corea e nelle Filippine. Almeno questo è quello di cui oggi siamo venuti a conoscenza! Sappiamo bene che in questi Paesi non esiste il diritto alla tutela degli animali! Ma figuriamoci... non esiste per gli uomini! Ecco quanto accade, lo facciamo con le lacrime agli occhi, ma è giusto informare le persone sull’esistenza di questa barbarie, fatto completamente sconosciuto in Italia, per sensibilizzare quante più persone sia possibile sull'esistenza di questa atroce usanza, fino ad oggi sconosciuta! Il cavallo è sempre stato il fedele amico dell'uomo, aiuto indispensabile fino a ieri nel lavoro, è un animale dotato di straordinaria sensibilità e dolcezza. Oggi per qualcuno è diventato fonte di divertimento sadico e di guadagno: prima dei combattimenti i cavalli, soprattutto gli stalloni, vengono torturati e picchiati; poi durante la lotta vera e propria vengono spinti al limite delle loro reazioni, costretti a uccidersi uno con l’altro. Questo è ciò che accade: intere famigliole cinesi, donne, uomini e bambini corrono all’imperdibile spettacolo in piazza: combattimento tra cavalli! Due poveri stalloni vengono frustati, spaventati da spari di pistola e dalla folla (gente marcia nell’animo) che li incita. Poco lontano tengono immobile una cavalla in calore, imbottita di ormoni per indurla all'estro. I pacifici erbivori si trasformano in violenti animali da combattimento. I due cavalli si affrontano con morsi, calci e spintoni. Lunghe corde impediscono che uno dei due si possa ritirare, suo malgrado. Le «bestie umane» sperano in qualche scivolata da parte dell’animale, poiché il terreno è fangoso e cedevole. Chi perde diventa bistecca. Viene macellato direttamente sul campo ed offerto agli spettatori. Il cavallo che vince, a volte è conciato talmente male, che fa la stessa fine dello sconfitto. Questo «spettacolo» è completamente legale in Cina, Corea e nelle Filippine. Ovviamente non possono mancare le scommesse, che fruttano parecchi soldi alle autorità ed ai mafiosi locali.
Non è vero che tutti gli uomini sono uguali, noi non siamo così! Io non sono cosi! Speriamo che dalla sensibilità di molti possano nascere iniziative concrete per porre fine a queste disumane manifestazioni.