L’ultima attrazione toscana: i fantasmi del Chianti

Il Chianti è conosciuto per la bellezza della sua campagna, per la bontà del suo cibo e vino. Non tutti sanno però che è anche una terra di «simpatici fantasmi».
Di questi due albergano nel Castello di Spaltenna, sopra il paese Gaiole in Chianti (senza dimenticare il fantasma del barone Bettino Ricasoli, primo ministro nella metà dell'Ottocento, che dimora nel vicino Castello di Brolio) e si divertono a fare piccoli scherzi ai visitatori. Pare che a Spaltenna, un tempo monastero, sia presente l'anima - nient'affatto malvagia - di una suora murata viva per aver commesso un sacrilegio. In molti, dal portiere ai camerieri, sono finiti vittime delle sue burle: telefonate provenienti da camere non occupate, oggetti spariti da un posto e ritrovati in un altro, fuoco del cammino spento in un batter d'occhio. Nello stesso luogo si aggira il fantasma del pievano, ovvero del custode della pieve (anche lui innocuo), che si trova nella splendida stanza numero 15, dove è appeso il suo arcigno ritratto e dove da una finestra minuscola è possibile vedere l'altare della chiesina.
E proprio quella chiesina ospita un miracolo: il crocefisso, legato alla storia di una pastorella molto devota alla Madonna che portava sempre le sue pecore in un bosco oscuro e una volta ne smarrì una per ritrovarla poco dopo addormentata tra gli arbusti. Per svegliarla le tirò una pietra, ma colpì un braccio di Gesù Cristo. Il crocefisso benedetto, che tuttora ha un'ammaccatura, fu subito trasportato nella pieve di Spaltenna e da allora è venerato da tutti gli abitanti del posto.