L’ultima battaglia di Bush: sbarca in Europa per allargare la Nato a Est

Al vertice di Bucarest sicuro il sì a Croazia, Macedonia e Albania. Ma su Georgia e Ucraina non c’è l’accordo

George W. Bush arriva in Europa per quello che sarà il suo ultimo vertice Nato e non ci sta a giocare il ruolo di presidente dimezzato a fine mandato. Anzi, la sua agenda è ricca di richieste, sia agli alleati atlantici sia alla Russia di un Vladimir Putin che a sua volta si prepara a lasciare il Cremlino. Gli "sherpa" hanno fatto del loro meglio per preparare il terreno in modo che Bush porti a casa risultati concreti, ma certo le discussioni che lo attendono prima a Bucarest, per il 59° vertice dei capi di Stato Nato, e poi a Soci, in un incontro diretto con Putin, non saranno facili.
La Nato, che già conta 26 Paesi, si appresta ad accogliere tre nuovi membri, Albania, Croazia e Macedonia, che hanno sempre goduto del supporto statunitense. Bush vorrebbe però che Georgia e Ucraina fossero accettate nel Map, il Membership Action Plan, che rappresenta una sorta di apprendistato in vista del pieno ingresso nell’alleanza. Proprio per questo Bush ha fatto sosta a Kiev, per perorare la causa ucraina. Ma in questo caso gli Usa si trovano a fronteggiare una fronda agguerrita, capitanata dalla Germania. Almeno la metà dei membri dell'alleanza non approva, oggi, un simile passo. Sia perché la cosa farebbe imbestialire la Russia, sia perché questi Paesi hanno seri problemi di stabilità interna, come confermano le dimostrazioni contro la Nato a Kiev. Le trattative condotte a Bruxelles ancora la settimana scorsa non hanno portato alla necessaria unanimità ed è probabile un rinvio.
L'ampliamento dell’Alleanza non è l'unico motivo di contenzioso tra Nato, Stati Uniti e Russia. Sul tappeto c'è anche la questione della installazione, entro il 2012, di 10 silos per missili intercettori antimissile americani in Polonia e di un enorme radar per la sorveglianza e la direzione del tiro nella Repubblica Ceca. Washington ha condotto trattative bilaterali con i due Paesi e proprio a Bucarest dovrebbe essere annunciato l'accordo con la Repubblica Ceca, mentre restano ancora alcuni aspetti da chiarire con la Polonia, che sta vendendo a caro prezzo il suo assenso. Bush tenterà di far digerire a Putin la presenza in Europa di un elemento dello scudo antimissile statunitense durante l'incontro nella dacia del presidente russo. Le posizioni russe si sono un po' ammorbidite in questi ultimi mesi, dopo che gli Usa hanno cercato di rassicurare Mosca, offrendo anche ad ufficiali russi di accedere ai siti. Bush vuole un accordo, ma ora deve guardarsi dai "falchi" di casa propria, i quali non vogliono che pur di ottenere il placet russo l'amministrazione faccia troppe concessioni. Difficile in queste condizioni chiudere il contenzioso. Bush cercherà anche di convincere Putin a rivedere la decisione di "congelare" la partecipazione di Mosca al trattato Cfe sulla limitazione degli armamenti convenzionali in Europa. La Nato si dice finalmente pronta a ratificarlo, purché la Russia ritiri le proprie forze da Moldavia e Georgia (processo che in realtà è quasi completato).
A Bucarest poi si parlerà molto di Afghanistan. Il presidente Bush vuole che gli alleati europei mettano a disposizione più truppe e mezzi ed eliminino o riducano le limitazioni all'impiego dei propri soldati. Difficilmente otterrà i 7.500 uomini che i comandanti sul terreno reclamano, ma la Francia è pronta a impegnare almeno 1.000 soldati in più, la Polonia 400 e si spera che qualche altro volenteroso si faccia avanti... prima dell'offensiva di primavera dei talebani.