L’ultima di Cacciari: vietato scivolare sul ponte di Calatrava

I gradini di vetro dell’ultima meraviglia di Venezia sono diventati una
trappola per i passanti. Ma pur di non toccare l’estetica il sindaco ne
ha inventata un’altra

Venezia - Dopo essersi visto negare la gioia dell’inaugurazione ufficiale per paura delle contestazioni dei vari comitati, il presidente Napolitano, alla vista del ponte della Costituzione, opera del genio di Santiago Calatrava, non ha saputo trattenere l’emozione: «Che meraviglia». Per la gioia del sindaco Massimo Cacciari, che per quella meraviglia non ha esitato a «investire» circa 12 milioni di eurozzi. Ma, si sa, il sindaco filosofo, di fronte alla bellezza e all’arte non fa e non chiede sconti. E poi il 435° ponte di Venezia, cruciale perché collega piazzale Roma alla ferrovia, roba da 15mila passaggi al giorno, non poteva ammettere imperfezioni estetiche e funzionali. Peccato che un paio di settimane fa una turista milanese abbia inaugurato la serie di persone che, forse abbagliate da cotanta bellezza, sono finite lunghe distese passando su quei gradini di vetro così eterei da diventare invisibili, provocando ruzzoloni a volontà.

Nessun problema, hanno fatto sapere dallo studio dell’architetto catalano, si può rimediare. Basta sostituire le parti in vetro dei gradini con della meno elegante, ma evidentemente più sicura, trachite. «Come noto - scrivono gli esperti dello studio Calatrava - alcuni gradini hanno larghezza doppia rispetto a quelli che precedono e a quelli che seguono. Secondo il direttore dei lavori, Salvatore Venco, i più distratti e le persone con problemi alla vista possono non percepire immediatamente il ritmo della pedata e rischiano dunque di cadere».

Pensarci prima no, eh? Niente paura, lo studio di Calatrava ha già la soluzione pronta e, assicurano, a poco prezzo. «Si tratta semplicemente di sostituire le 24 pedate di vetro interessate con analoghe pedate di trachite. È un lavoro per niente complicato o costoso. Smontaggio e montaggio sono possibili in una sola notte, due al massimo se si vuol tenere il ponte sempre aperto».

Roba da nulla, insomma. Ma il sindaco più estetico d’Italia, nonostante questo lasciapassare rilasciato dal maestro Calatrava, non se la sente proprio di sconfessare la filosofia del ponte più all’avanguardia di Venezia. E così, attraverso le dichiarazioni dell’assessore ai lavori pubblici, Mara Rumiz, assicura un rimedio alternativo e ugualmente, a suo dire, efficace. «Lavoreremo di più sulla segnaletica - spiega l’assessore - e faremo in modo che tutti abbiano la percezione del cambio di larghezza della pedata». Sempre che le pedate non siano i veneziani e i turisti a farle percepire a chi di dovere.