L’ultima campanella degli spacciatori

La campanella ora suonerà per segnalare l’inizio e la fine della ricreazione, quella che si chiama «l’ora d’aria». Sì, perché per un po’ - almeno si spera - non sentiranno più la campanella della scuola. Quella campanella che non li toccava minimamente, che non gli faceva interrompere gli affari, neppure di fronte al passaggio gioioso di bambini delle scuole elementari. Cinque spacciatori giovanissimi, quattro ecuadoriani di età compresa tra i 19 e 23 anni e un italiano trentenne sono stati arrestati dalla guardia di finanza di Chiavari al termine di una lunga indagine coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Francesco Brancaccio. Un’indagine che ha impegnato gli uomini della finanza e del magistrato, se possibile con maggior zelo, perché l’attività di spaccio avveniva proprio in piazza Torriglia a Chiavari, una zona dove hanno sede la scuola elementare «Solari» e l’istituto di suore «Rosmini». E proprio tra bambini, religiose e loro ospiti era stato organizzato un vero «supermarket a cielo aperto di eroina da fumare», come sottolinea il comando provinciale delle fiamme gialle.
Le manette sono scattate in esecuzione di cinque ordini di custodia cautelare emessi dal giudice per le indagini preliminari di Chiavari Mauro Amisano. L’identità degli arrestati non è stata resa nota perché sono ancora in corso accertamenti per identificare i fornitori della droga. L’inchiesta era iniziata lo scorso settembre, dopo le segnalazioni di residenti e genitori dei bimbi della scuola che avevano assistito allo spaccio e al consumo sul posto di eroina.
Grazie a intercettazioni e riprese filmate, i finanzieri della compagnia chiavarese e del nucleo mobile sono riusciti a ricostruire la fitta rete di passaggi e a identificare una ventina di clienti, oltre a sequestrare numerose dosi di sostanza stupefacente, bilancini di precisione e carta stagnola indispensabile per riscaldare l’eroina ed inalarne i fumi tossici.