L’ultima dei Mohicani È morta la nonnina degli indiani Uncas

Giuseppe De Bellis

L’ultima dei Mohicani non è l’ultima. Ne restano 1.600 più o meno, ma adesso che è morta lei è come se la tribù sia scomparsa davvero. Perché Gladys Tantaquidgeon era l’erede più anziana del gruppo di Mohegan diventati celebri grazie a James Fenimore Cooper: quando L'ultimo dei Mohicani nel 1826, rese famoso questo popolo. Purtroppo, però, li rese anche estinti nelle memorie di molta gente, confondendo il loro nome e la loro storia con quella dei Mohegan del Connecticut orientale. È di questi ultimi che parla James Fenimore. È di questi che Gladys era l’erede: la sua sottotribù è quella degli Uncas, protagonista del romanzo.
Martedì Gladys è morta da sola a 106 anni nella sua casa di Uncasville, la zona di riserva degli Uncas a Montville, nel Connecticut, sulla costa est degli Stati Uniti. Era quella la zona di quei Mohegan che furono anche «proprietari» della zona che oggi ingloba i cinque distretti di New York. L’ultima dei Mohicani c’ha provato fino all’ultimo a raccontare la vera storia del suo clan. In un’intervista di quindici anni fa al Los Angeles Times, la Tantaquidgeon aveva bocciato tutta la produzione narrativa fatta fino a quel momento sui suoi antenati. Il romanzo lo bollò come «un clamoroso falso storico».
Nel 1992 i cronisti del Lat la cercarono di nuovo per chiederle un commento sul film di Michael Mann con Daniel Day Lewis. Gladys accettò di parlare e rispose così: «Non ho mai letto il libro e tantomeno ho visto il film. Mi è bastato leggere la storia che raccontava per capire che non era utile guardare il film o leggere il libro. La mia tribù ovviamente non è affatto scomparsa come invece si sostiene nel libro e nella pellicola».Nata il 15 giugno del 1899, Gladys Tantaquidgeon rappresentava la decima generazione dell'antenato Uncas protagonista del romanzo di James Fenimore Cooper: «Molta gente rimane stupita quando viene a sapere che i Mohicani esistono ancora, dopo aver sentito tutta la vita quella storia sull'ultimo dei Mohicani», aveva raccontato Gladys al Times, ammettendo poi con un sospiro di non aver contribuito alla sopravvivenza della sua tribù: «Ho abbandonato la causa. Non mi sono mai sposata e non ho avuto figli». Dopo gli studi in antropologia all'università della Pennsylvania, Gladys era diventata una esperta di medicina tradizionale, imparando i segreti delle erbe dalla nonna e dalle prozie. Di fronte al casinò di Uncasville che registra 12 milioni di visitatori all'anno e garantisce prosperità alla tribù, c'è una statua che raffigura questo medico donna indiano: la più anziana e saggia delle donne della tribù. Martedì, alla notizia della sua morte, la statua è stata ricoperta da un drappo nero. Una pronipote di Gladys, Melissa Tantaquidgeon Zobel, nel 2000 ha descritto nel libro Medicine Trail: The life and lessons of Gladys Tantaquidgeon tutta la storia e la vita di sua nonna.
Probabilmente adesso toccherà a lei evitare la totale estinzione degli Uncas. Le altre sottotribù dei Mohicani oggi non sono a rischio. Negli ultimi anni sono state molto vitali: nel 1997 i Mohicani occidentali misero in crisi il parlamento dello Stato di New York. Rivendicarono ufficialmente la proprietà di Ellis Island, l'isola degli immigrati in America, e l’isoletta accanto, dove sorge la statua della Libertà.
Con un'azione legale presentata all'Attorney General dello Stato di New York, i Mohegan si inserirono a sorpresa in una disputa in corso fra New York ed il New Jersey, che si contendevano da tempo la sovranità sull'isola. La decisione della Corte Suprema arrivò: Ellis Island è dello Stato di New York. Gli indiani anche oggi continuano a non mollare: «L’isola è nostra e così la Statua della Libertà, perché lo stato di New York non l'ha mai comprata da noi. E noi potremmo decidere di regalare Ellis Island al New Jersey e restituire la statua alla Francia». I Mohicani occidentali contestano anche la competenza della Corte suprema: a loro parere, a decidere dovrebbe essere la Mohegan Confederated Native Court. La risposta del governo di Albany è sempre stata precisa: gli indiani non hanno alcun titolo per rivendicare Ellis Island, visto che non sono neanche riconosciuti dal Dipartimento per l'Interno. Scorretto, ma efficace.