L’ultima guerra anglo-boera è la finale mondiale del rugby

da Parigi

È un nuovo capitolo di una rivalità sportiva che non si è bloccata neanche davanti alla guerra anglo-boera, quando il conflitto si fermò proprio per far giocare una partita. Ecco perché, secondo Jake White, questa finale del mondiale di Francia 2007 vale molto di più della coppa messa in palio. L'appuntamento è soprattutto con la storia, una scommessa per il coach inglese Brian Ashton che probabilmente non avrebbe puntato una sterlina nemmeno lui sul quindici della Rosa. Ci si è trovato, dopo aver ritrovato uno come Jonny Wilkinson, il mediano «deus ex machina» di questa resurrezione: 61 punti pesanti come piombo, i calci e i drop che hanno mandato al tappeto prima l'Australia e poi padroni di casa della Francia.
L'Inghilterra è cresciuta attorno al 10 che potrebbe essere nominato baronetto. La resurrezione è arrivata proprio dopo la partita persa contro i sudafricani nella prima fase: 36-0. Una batosta che è servita per dettare le gerarchie, per mettere ordine in una squadra allo sbando. Oggi è la difesa l'arma che potrebbe rovesciare il pronostico. Soprattutto se i bianchi sapranno essere in grado di restare in scia alla corazzata sudafricana. Con le squadre punto a punto, tutto è possibile, anche i miracoli. Dalla loro gli Springboks possono contare su un percorso netto verso la finale che passa per le vittorie contro Figi e Argentina. Di meglio non avrebbero potuto chiedere e possono contare su una freccia come Bryan Habana (8 mete all'attivo) stella di questo mondiale, tradito dagli All Blacks. Mandela la partita la vedrà da casa. Allo Stade di France ci saranno il presidente sudafricano Thabo Mbeki e il premier britannico, lo scozzese Gordon Brown, un passato in mischia stroncato da un colpo ad un occhio. Lui ha già messo le mani avanti: con l'uscita degli highlanders - ha detto - non ha problemi a tifare per gli inglesi. Intanto nella finale per il terzo posto, tremenda lezione degli argentini: i Pumas hanno superato i francesi 34-10, 5 mete a 1.

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