L’ultima lista: politici e giornalisti negli alloggi del Golgi-Redaelli

L’ex Ipab consegna l’elenco degli inquilini di 360 proprietà dell’istituto. Ci sono Fabio Zanchi (ufficio stampa di Expo), Giovanna Milella, ex cronista dell’Unità ora in Rai e Pietro Cerullo ex parlamentare e membro del Cda di Aler. In via Olmetto vivono l’ex consigliere del Pdl Michele Battiato e Natalia Aspesi

Alla fine tocca anche al Golgi Redaelli, l’istituto che gestisce tre case per anziani: il Redaelli a Milano, il Golgi di Abbiategrasso e il Redaelli a Vimodrone. Oggi il presiden­te Rodolfo Masto consegnerà la lista degli inquilini delle 360 unità immobiliari di pro­prietà dell’ente. In realtà Ma­sto è stato il primo a mettere on line la lista degli immobili dell’ente pubblico, corredati dei canoni di affitto, della me­trature degli appartamenti e della data di scadenza del con­­tratto, ma senza i nomi che ar­riveranno i commissione og­gi, appunto. Tra questi spicca­no giornalisti e politici, che «ottennero la casa però, parte­cipando a un’asta a evidenza pubblica, e che pagano un af­fitto che è stato, negli anni, ri­visto ». L’ente possiede circa 360 uni­tà immobiliari, di cui 90 in pie­no centro: di queste circa 30 sono appartamenti, il resto uf­fici. La quota rimanente del patrimonio si trova in perife­ria e risponde a canoni socia­li. A due passi da via Torino troviamo Natalia Aspesi, gior­nalista della Repubblica, e cu­ratrice della rubrica «Questio­ni di cuore» sul Venerdì: abita in un appartamento da 210 metri quadrati in via Olmetto per cui paga 50mila euro l’an­no, cui si aggiungono spese condominiali ed eventuali im­poste. Come ha avuto l’appar­tamento? Ha partecipato a un’asta pubblica.Il suo appar­tamento - il più costoso del­l’intero patrimonio- la girona­li­sta se l’è aggiudicato parteci­pando, come chiunque altro all’asta. Lo stesso discorso vale per Fa­bio Zanchi, ex giornalista del­l’Unità, ora lavora nell’ufficio stampa della società Expo 2105 spa. Occupa una appar­tamento in via dei Piatti, paga 21mila euro l’anno per 125 mq. Come redattoredell’Uni­tà , Zanchi ai tempi non perce­pi­va uno stipendio da giornali­sta ma equiparato a un me­talmeccanico, con un reddito chiaramente basso. Venuto a conoscenza dell’esistenza de­gli appartamenti, fece doman­da, al momento però non c’erano appartamenti sfitti e Zanchi venne messo in gra­duatoria. Un giorno arrivò la telefonata: era la casa di Enzo Tortora. Per entrare ricevette richiesta di tre mensilità più tre di caparra, e fu necessario fare dei lavori di ristrutturazio­ne che costarono 25 milioni di lire allora. In via dei Piatti, sempre dietro via Torino, tro­viamo anche Giovanna Milel­la, ex cronista dell’ Unità ora giornalista della Rai, moglie di Edaordo Segantini, inviato speciale di Milano. nella stes­sa via abita anche l’ex parla­mentare missino Pietro Cerul­lo, che ora siede nel consiglio di amministrazione di Aler. In via Olmetto troviamo anche Michele Battiato, ex consiglie­re comunale del Pdl. Attenzio­ne però: si tratta di inquilini che vivono in queste casa da 25 anni e avevano firmato i contratti ai tempi dell’equo ca­none, che negli anni sono sta­ti aggiornati. Ma come vengo­­no fissati gli affitti? In base alla legge 431 i contatti vengono concordati con i sindacati. Nel 2011 il Golgi venne invita­to dal Comune insieme agli al­tri enti di assistenza a siglare un accordi con il sindacato. Gli enti avrebbe guadagnato meno degli affitti, ma avrebbe recuperato con agevolazioni fiscali su Ici e Ires. «Noi siamo stati i primi a applicare cano­ni di locazione con i valori massimi consentiti all’accor­do locale - spiega il presidente Rodolfo Masto - I canoni ven­gono stabiliti dalle quotazio­ni dell’agenzia del territorio e delle quotazioni del Borsino immobiliare». Appartamenti venduti? Un solo, «noi posse­diamo interi stabili, ma in quel caso si trattava di un ap­partamento che ci era stato la­sciato in donazione». Intanto ieri alla commissione Casa del Consiglio comunale il di­rettore generale del Pio Alber­go Trivulzio Fabio Nitti ha consegnato l’elenco die 105 unità immobiliari sfitte del­l’istituto.