L’ultima mania dei vip è una casa «grezza»

La rivincita di un materiale povero: il design valorizza la base e la trasforma in un prodotto finito amato dalle star Anche grazie all’idea di un ex calciatore

Far diventare una pasta di cemento un abito sartoriale è un'idea che incuriosisce senz'altro. Ruggero Caratti, ex portiere di calcio e oggi imprenditore bresciano di 43 anni entra nel settore dei materiali edilizi nel 1982 con la nascita di Chimica Italia. Due mondi apparentemente lontani quello del calcio e dell'imprenditoria che trovarono il loro punto di incontro nelle sue doti di volontà e audacia sviluppate nella precedente carriera sportiva.
L'attenzione per lo studio di materiali sempre più in grado di rispondere alle esigenze commerciali ed estetiche e la scoperta durante un soggiorno in Provenza di pareti decorate con cementi grezzi (in quell'occasione erano solo grigi), si sposarono perfettamente con la lungimiranza e la sensibilità di Caratti che da quel momento iniziò a pensare ai suoi «abiti sartoriali» e alla tecnica per realizzarli. Avrebbero vestito in modo esclusivo superfici di murature, pavimenti e materiali come il legno.
Con l'aiuto di tecnici esperti, combinando insieme cementi finissimi, granulati minerali, cellulose, ossidi colorati naturali e uno specifico legante liquido si riuscì ad ottenere una miscela cremosa in grado di essere applicata con spatole metalliche. Questa l'origine di Terre & Colors, un new concept nella creazione e utilizzazione di paste di cemento la cui particolare texture e gli effetti raffinati donano omogeneità alle superfici che sembrano smaterializzarsi per acquisire fluidità e trasparenza.
La gamma di colori è molto ampia: accanto a quelli che si ispirano alla natura, in particolare alla terra, ve ne sono altri come il viola intenso, il marrone o il grigio piombo che abbinati insieme riescono a rivitalizzare e creare arredi affascinanti per differenti tipi d'ambienti: loft, spazi espositivi, abitazioni private, show-room, beautyfarm.
Tutta la messa in opera è frutto di un processo artigianale che ne garantisce l'originalità e l'unicità. Oggi sono già tanti i nomi prestigiosi che hanno scelto le Terre & Colors di HD, marchio oramai affermato del design italiano: per le loro case, Afef, Tronchetti Provera, Laura Pausini, Eros Ramazzotti; per i loro show-room e i loro progetti d'interni, Megastore Armani, Porro, Rimadesio, Studio Boffi, Piero Lissoni, Vincenzo de Cotis, Giuseppe Bavuso per citarne solamente alcuni.
LO CHARME DELLA PLASTICA
L'arrivo nel 1988 alla guida di Kartell, già nome storico del design internazionale, del nuovo proprietario e presidente Claudio Luti, segna per questa azienda un momento importante. Lasciata la maison Versace di cui era amministratore delegato, coniuga insieme creatività, massima attenzione per l'innovazione tecnologica e esigenze di mercato per garantire una produzione industriale di successo su vasta scala: 85 i Paesi ove sono presenti i 100 flag Kartell concepiti da Ferruccio Laviani con circa 4000 punti vendita.
Ridare nuova immagine ai materiali plastici e declinarli in forme nuove per oggetti eleganti e chic, adattabili a tutti gli stili d'arredamento e capaci di interagire con gli altri elementi del décor, questa in sintesi la sua filosofia che ha ispirato in questi vent'anni la creazione di esemplari in grado di affascinare.
I prodotti Kartell, oggi firmati dai più importanti designers, Philippe Starck, Ron Arad, Patricia Urquiola, Aldo Citterio, Ferruccio Laviani, Vico Magistretti, Marcel Wanders portano in un certo senso anche la firma del suo presidente. Lungo i due anni di studio necessari in media per realizzare un nuovo prodotto, tenendo conto delle fasi di sperimentazione dei materiali, dello studio del design e della realizzazione degli stampi, egli segue direttamente ogni nuovo progetto con periodici feedback con i suoi designers.
Così sono nati Gastone, il carrello di Antonio Citterio, una novità stilistica per un complemento d'arredo sin allora poco valorizzato; Marie di Philippe Starck, la prima seduta monoblocco in policarbonato; Maui di Vico Magistretti, la sedia dalle forme sinuose femminili; la libreria Bookwarm di Ron Arad; le celebri sedute Mademoiselle e Louis Ghost di Philippe Starck, per giungere alle novità, ben quindici, presentate al Salone del Mobile 2007. Tra queste, il T-Table di Patricia Urquiola in cui l'elemento plastico diviene un vero e proprio ricamo, lo sgabello Stone di Marcel Wanders dalle sfaccettature di un diamante, il divano modulare Pop di Piero Lissoni, in cui plastica e tessuto si integrano armoniosamente e la minimalista Thalya di Patrick Jouin .
LA CARTA, MATERIA SENSUALE
Skin...questa parola in inglese significa pelle ma oggi rappresenta anche il nome di un tipo di carta unica e speciale per le sue qualità tattili, nata dall'osservazione della pelle di donne di colore Malay. Il suo creatore, Emeric Thibierge, presidente fondatore nel 1996 di Thibierge & Comar e dal 2006 art director di Arjowiggins, una delle cartiere più note francesi, è senz'altro il primo designer della carta.
Ha rivitalizzato l'immagine di questo materiale in termini di eleganza, come fosse un tessuto, grazie alla creazione di textures e tonalità di colori capaci di suscitare molteplicità di sensazioni. Anche le sue precedenti collezioni (Rives, Sensation, Mineralis, Canevas, Evanescent, Nantucket, Dentelle) sono state protagoniste dei progetti di comunicazione haut couture di Guy Laroche, Lancôme, Givenchy, Chanel, Hermès, Kenzo, Cacharel, Van Cleef & Arpels.