L’ultima mania nottambula: le 24 ore di cinema e fumetti

Ventiquattr'ore per un film o per realizzare un fumetto. Nasce così l'Insomnia Film Festival che l'autunno scorso ha visto cinquecento squadre di videoamatori cimentarsi con un film di 180 secondi da realizzare in millequattrocentoquaranta minuti, cioè in una giornata intera. Nasce così anche la maratona di cartoon che impegnerà disegnatori di comics provenienti da tutto il mondo: si daranno appuntamento per la 24Hic (24 Hours Italy Comics) a Sesto Fiorentino, a pochi chilometri da Firenze il 21 luglio, all'interno della rassegna Italia Wave Love Festival 2007.
L'ora X scatterà alle 20 del sabato e da allora fino alle 20 della domenica, matite dilettanti, esordienti e professioniste dovranno scrivere, progettare, disegnare ventiquattro tavole a fumetti, una per ora, una per pagina, che alla fine formino una vera e propria storia (per informazioni www.24hic.it). Un'impresa non certo facile, al contrario di quanto si potrebbe credere. La gara, che si è già svolta per diverse edizioni, l'ultima nell'ottobre scorso in sette città italiane e in contemporanea in diciassette nazioni, arriva dagli Stati Uniti da un'idea di Scott McCloud, autore di due saggi, Capire il fumetto e Reinventare il fumetto: l'artista qualche anno fa si trovò a discutere della propria lentezza al tavolo da disegno con un altro fumettista che si riteneva una tartaruga con la matita in mano, Steve Bissette. I due decisero di sfidarsi e presto la loro competizione si è allargata ad altri celebri colleghi di carta e matita, da Kevin Eastman, uno dei due creatori delle Tartarughe Ninja, a Dave Sim, autore di Cerebrus, a Neil Gaiman ideatore di Sandman, che non sempre, però, sono riusciti a concludere la storia nel tempo limite previsto dal concorso.
Lo scopo, comunque, di questa ventiquattr'ore del fumetto è far conoscere i meccanismi creativi nascosti dietro i tratti colorati dei cartoons, soprattutto quando ad inventare le storie ed i disegni sono autori finalmente liberi di esprimere la propria creatività, quella che di solito custodiscono gelosamente, per ragioni di mercato, all'interno dei propri studi.