L’ultima minaccia di Moggi: «Lotto per tornare»

Spavaldo l’ex dg squalificato: «La Juve non meritava la serie B». Zamparini attacca Rosetti e promette: «Se continua così, lascio»

da Napoli

Sulle prime, più che una promessa sembra quasi una minaccia. Luciano Moggi, l’ex potente dg della Juventus squalificato per 5 anni (massimo della pena) con la proposta di radizione (toccherà al consiglio federale trasformarla in un provvedimento ad hoc), sta virando in modo clamoroso. «Non sono andato via dal calcio per una volontà mia e lotterò per tornarci» la frase a effetto rilasciata a una emittente napoletana, «Radio kiss kiss», con cui Moggi ha affrontato altri argomenti. Per esempio la punizione rifilata alla Juventus. «Non meritava la serie B» è la sua secca opinione. Ma il punto è e resta il primo proposito confessato da Lucianone che è partito dalla famosa dichiarazione di Bari («hanno ammazzato la mia anima, da domani presenterò le dimissioni e non farò più parte di questo mondo del calcio che è stato il mio») per fare, gradualmente, dietrofront nelle ultime settimane. Nonostante le censure di Francesco Saverio Borrelli, capo dell’ufficio d’inchiesta della federcalcio e del ministro Melandri che ha fustigato il mal costume di riservare ai protagonisti dello scandalo ruoli di primo piano nelle trasmissioni tv.
Quella di Moggi è una provocazione. Per tornare nel calcio, magari anche lottando, come minimo devono passare cinque anni. Non solo, ma con la presenza di Borrelli, qualsiasi tentativo di svolgere ruoli defilati, sotto copertura insomma, verrebbe respinto in modo deciso. Non solo. Ci sono inoltre in sospeso le vicende giudiziarie (inchiesta di Napoli e inchiesta romana sulla Gea) che richiederanno a Lucianone un bel po’ di energie nervose, molto tempo e anche risorse economiche da destinare agli avvocati.
Nel giorno in cui Moggi minaccia di «lottare per tornare nel calcio», c’è un presidente, Maurizio Zamparini che invece promette addirittura di essere pronto a farsi da parte. «Se il mondo del calcio non cambia in fretta sono pronto ad abbandonarlo» la frase che è soltanto il cappello all’ennesimo attacco contro Rosetti, l’arbitro di Palermo-Inter. «Ha arbitrato alla De Santis, la partita è stata pilotata secondo la sua volontà» ha ribadito il presidente del Palermo che non si è fermato nemmeno dinanzi al deferimento alla Commissione disciplinare (gli costerà una squalifica). Forse ha pensato a uno scherzo. E non sarebbe male recapitargli al più presto un secondo provvedimento disciplinare.